Saccilotto: «Svincolo a Musile per l'autostrada del Mare»

Giovanni Cagnassi / MUSILEAutostrada del Mare, gli svincoli a Musile ci sono e anche le garanzie di non escludere il territorio dalla strada superveloce dal casello di Meolo a Jesolo. La protesta dei ristoratori della Fossetta ha stimolato il dibattito alla vigilia dell'apertura delle buste tra pochi giorni, in aprile. I fratelli ristoratori Flavio e Alessandro Doretto continuano a ribadire che se superstrada sarà, dovrà essere realizzata senza sovrapporsi alla Treviso Mare che deve essere mantenuta dove si trova. L'ex vicesindaco di Musile, Ivan Saccilotto, ricorda però che i patti erano altri con la Regione. «L'autorizzazione della giunta di Musile con il sindaco Forcolin e il sottoscritto», afferma, «era stata data con una serie di prescrizioni. La prima di spostare il tracciato verso Caposile per tutelare le abitazioni di via Pietra con opportune mitigazioni. Poi un ingresso con svincolo all'altezza di via Emilia per togliere il traffico pesante dal ponte della Vittoria. Ciò avrebbe messo in sicurezza via Emilia, la zona industriale e le aree commerciali. Lo svincolo consentirebbe di raggiungere la Fossetta e altre attività. E l'accesso alla superstrada doveva essere gratuito ai residenti, non a tutti perché non si giustificherebbe un project financing» .Nonostante molti sindaci abbiano chiaramente chiesto che la nuova strada non sia a pagamento, molti in Regione e sul territorio ritengono imprescindibile il pedaggio. «Quale interesse hanno le località balneari che le strade di accesso siano a pagamento, quando, ovunque, si chiede il contrario?», si chiede l'ex deputato Luciano Falcier, «il percorso a pedaggio, un affare certamente per qualcuno, sarebbe, comunque fino a Jesolo Paese. Perché non si chiedono, da subito, le risorse e le intese, con Autovie Venete in particolare, per una nuova viabilità per raggiungere, non a pagamento? Non è ammissibile né credibile l'alibi che non vi sono le risorse». Lino Bellato, presidente dell'associazione Veneto orientale fondata proprio con Falcier, è perplesso: «I sindaci interessati», dice, «avevano chiaramente indicato che il raccordo fra il casello e Jesolo non doveva essere a pagamento. Mi chiedo se la coerenza è un dettaglio insignificante. Già in passato i comportamenti delle varie amministrazioni, visto che il raccordo poteva essere senza nessun aggravio, non sono stati lineari e coerenti con gli interessi del territorio. Cosa ci possiamo aspettare da tali prese di posizione di Jesolo? Quali sono i motivi per i quali così repentinamente l'amministrazione di Jesolo si dimostra così entusiasta per un opera il cui utilizzo diventa a pagamento e isola il resto del territorio?». --© RIPRODUZIONE RISERVATA