I medici di base convocheranno i pazienti

Laura Berlinghieri / veneziaLa campagna vaccinale compie un altro passo fondamentale che la avvicina alla macchina a pieno ritmo che dovremmo apprezzare tra circa un mese: il coinvolgimento dei medici di medicina generale. Per ora, il tutto si è esaurito in una giornata dimostrativa: sabato, nel centro di medicina di gruppo EptaMedica, a Mira. «Ma nel giro di un paio di settimane contiamo di entrare a regime» spiega Maurizio Scassola, segretario della Fimmg. Il coinvolgimento dei medici di famiglia è importante sotto due aspetti. Intanto, perché porta un ulteriore ampliamento della platea dei "vaccinatori". Ma, secondo dato, porta anche a un ampliamento delle categorie dei "vaccinati", dato che i destinatari delle vaccinazioni dei medici di base saranno gli anziani dai 70 ai 79 anni. La scansione dei tempi con cui si procederà con le vaccinazioni dipenderà dalle dosi a disposizione. «Ma contiamo di riprendere nel giro di pochi giorni» fa sapere Stefano Rigo, coordinatore della medicina di gruppo di Mira, capofila del progetto. Una dozzina di medicine di gruppe dovrebbero essere già pronte, sulla Riviera del Brenta, a Mestre, Marghera e Martellago.«È importante che gli anziani non chiamino né in ambulatorio né in ospedale per chiedere un appuntamento, perché saranno direttamente i medici a convocarli», sottolinea Scassola. Nello studio di Rigo, ad esempio, si è proceduto con convocazioni al telefono. «Iniziamo dai pazienti più anziani, di 79 anni, e poi a scendere. Naturalmente, prima di convocarli, studiamo le loro storie cliniche, per capire se il vaccino di AstraZeneca vada bene o se sia più opportuno un altro tipo». Al momento i medici di medicina generale, infatti, lavorano esclusivamente con le dosi di Oxford. «Ma, quando arriveranno, potremo somministrare anche i vaccini di Johnson & Johnson», precisa Scassola.Domani i professionisti delle Medicine di gruppo del territorio incontreranno online il dottor Rigo, per sentire dalla sua viva voce la cronaca dell'esperienza di sabato, cos'ha filato liscio e se ci sono stati degli intoppi. Mercoledì, l'incontro sarà esteso a tutti i medici di famiglia e all'Usl 3. «Contiamo di coinvolgere tutti i colleghi, da soli e in gruppo, nel giro di due settimane», spiega Scassola. Nell'Usl 3 si parla di circa 390 persone. «I modelli saranno diversi a seconda che i medici lavorino da soli o in gruppo. Stiamo discutendo con l'azienda sanitaria e i Comuni per individuare dei luoghi ad hoc, come i distretti, i drive through, ma anche altri spazi che abbiamo utilizzato per le vaccinazioni antinfluenzali», prosegue il segretario della Fimmg. D'altra parte, già con la campagna vaccinale di questo inverno, i problemi erano stati proprio gli spazi. Per questo, in alcuni comuni erano stati individuati spazi esterni - come il palasport di Meolo - in cui concentrare in un paio di giorni l'intera campagna. «Già il dover tenere un paziente sotto osservazione per 15 minuti, dopo la vaccinazione, presuppone l'avere a disposizione determinati spazi», sottolinea Rigo.Insomma, i motori sono accesi. Adesso servirà qualche giorno per far raggiungere alla macchina la velocità di crociera. Rigo è ottimista: «L'esperimento di sabato ci fa ben sperare. Tutto è andato bene e l'adesione è stata elevata». --© RIPRODUZIONE RISERVATA