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sottomarinaDaspo da impugnare, dimissioni da escludere. Almeno per adesso. Luca Tiozzo ha appena ricevuto il provvedimento del questore di Trento e la prima reazione dell'allenatore del San Giorgio Sedico è di presentare ricorso: «Cerchiamo di capire bene le motivazioni di questo atto. Secondo me, ci sono tutti i presupposti per andare di fronte al prefetto e ottenere uno sconto o la cancellazione. Valuteremo con l'avvocato cosa sarà possibile fare e ottenere».Il 39enne di Sottomarina, che in passato aveva guidato Delta, Mestre, Abano, Matelica e Adriese pensava di aver già pagato abbastanza con la giustizia sportiva: «Non me l'aspettavo il Daspo, anche perché pensavo di aver già sofferto un condanna esemplare dal Comitato: quattro mesi, poi ridotti della metà. Il minimo, ma comunque una pena esemplare». Aliù era stato un suo giocatore ad Adria e vi conoscete molto bene. Ci sono state delle scuse, dopo i fatti? «Quella frase offensiva, sulla sua nazionalità, c'è stata. Non lo nego, ma quante volte - sia in campo che in panchina - sono stato discriminato, perché sono originario di Chioggia?».Il decreto del dottor Cracovia vale per tutte le categorie e tutti gli sport? «Non posso entrare in uno stadio di calcio, dalla serie D in giù, ma potrei allenare in serie A, anche perché ho la licenza».Dopo la squalifica e il Daspo, ha pensato alle dimissioni? La sua carriera potrebbe essere finita? «Sono nel calcio da tanto e ho visto e sentito cose peggiori di una frase, che non è razzista. Dovessero essere confermati i cinque anni, sarebbero un precedente clamoroso». --G.S.© RIPRODUZIONE RISERVATA