Attesa per la seconda fornitura di vaccini

Laura Berlinghieri / MestreIl ritardo che preoccupa l'Italia fa tremare anche il Veneziano. Dopo tre giorni di attesa, non è ancora atterrato al Marco Polo il secondo carico da 7.020 dosi di vaccino Pfizer-Biontech destinato alle due Usl veneziane, 3 e 4, che ieri hanno esaurito i relativi contingenti a disposizione. Intanto, sono quasi 7.500 i veneziani vaccinati fino a questo momento.Nel Veneto orientale, ieri la campagna vaccinale è iniziata tra gli anziani ospiti e gli operatori della casa di riposo Ca' Vio a Cavallino, proseguendo negli ospedali di San Donà e di Portogruaro, dove le iniezioni sono state eseguite persino dal primario del reparto di Ortopedia, Luigino Turchetto. Da oggi, occhi al cielo, con la speranza di scorgere finalmente l'aereo con la promessa seconda tornata settimanale di fiale, per poter riprendere le punture. Proprio per non perdere tempo, ieri l'Usl 3 - che, a sua volta, in mattinata ha esaurito le prime dosi in dotazione - ha ricevuto una quota dei vaccini delle aziende sanitarie di altre province: si parla del Padovano, il territorio che ha dimostrato le maggiori difficoltà in questo avvio di campagna vaccinale. La campagna vaccinale prosegue anche nelle case di riposo dell'Usl 3, con il completamento delle somministrazioni alla Relaxxi di Noale. In totale sono state vaccinate 140 persone. La struttura, nella seconda ondata, era stata cornice di un importante focolaio, con il contagio di poco meno di una cinquantina di persone tra ospiti e operatori. «Non è stato un periodo semplice» spiega il presidente Mauro Cazzaro «ma i nostri protocolli hanno funzionano bene e il nostro personale è stato ben formato. Ovviamente abbiamo dovuto adottare regole stringenti anche verso i parenti degli ospiti, ma abbiamo dato priorità alla salute. Con il richiamo tra 20 giorni, la casa di riposo sarà definitivamente "protetta"».Intanto c'è da registrare il ritorno alla negatività dal Covid-19 della sindaca di Noale Patrizia Andreotti; era risultata positiva l'8 dicembre e l'ultimo tampone l'ha dichiarata guarita.Intanto, il virus non sembra essere sensibile a questo avvio di campagna vaccinale, come dimostra la serie di casi rilevati nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale di Mirano, che attualmente accoglie cinque pazienti Covid. «Ci sono stati segnalati almeno nove contagi tra il personale, che si inseriscono all'interno di un quadro preoccupante» denuncia Daniele Giordano di Cgil. «Tra il personale degli ospedali della Riviera miranese, da settembre c'è stato oltre un centinaio di casi. È necessario mettere in atto delle misure di prevenzioni più forti di quelle in essere». Risponde l'Usl 3: «L'attività nella Terapia intensiva dell'ospedale di Mirano prosegue, senza essere messa in discussione da eventuali casi di positività degli operatori». Ieri si sono registrati 16 nuovi decessi dovuti al Covid nel territorio della provincia, che fanno salire a 1.205 il totale delle vittime dall'inizio della pandemia. Importante anche il numero dei nuovi casi: 557 nell'arco delle ultime 24 ore, che fanno salire a 13.640 il numero degli attualmente positivi. Scendono a 550 (-8) i ricoveri ospedalieri, con 57 posti letto occupati tra i reparti di terapia intensiva. --© RIPRODUZIONE RISERVATA