Agenzia di eventi o panetteria Ricominciare, in tempo di Covid

Le storieElisabetta Rossetto ha 51 anni, 20 dei quali trascorsi come coordinatrice e direttrice di una scuola per l'infanzia paritaria, la Madonna della salute, sul Terraglio. Ginevra Rocchesso, sua figlia, ne ha 27; il passato più recente trascorso come responsabile della comunicazione on-line di un'azienda di Venezia. La scuola in cui lavorava Elisabetta ha chiuso, mentre l'azienda veneziana, a causa del Covid, ha deciso di non rinnovare il contratto a Ginevra. Così le due donne, di Mestre, hanno deciso di non piangersi addosso, ma di cogliere l'occasione come fosse un'opportunità, realizzando insieme il loro "pazzo" sogno nel cassetto. Aprire un'agenzia di organizzazione di eventi, soprattutto matrimoni: Hecate Events. «Tutti ci dicono "Ma proprio in questo momento?". Sì, proprio in questo momento» dice Elisabetta. «Perché la pandemia finirà. E, quando finirà, ci sarà un boom di richieste nel nostro settore. Saranno in tantissimi a voler organizzare matrimoni ed eventi». Mamma e figlia hanno già organizzato il loro primo matrimonio: quello di Ginevra, che racconta: «Quando ci siamo trovate entrambe senza lavoro, abbiamo pensato che fosse una sorta di segnale. Uniamo le nostre competenze e abilità, dalla parte organizzativa a quella più creativa. Non vogliamo organizzare dei "semplici" matrimoni, ma raccontare la storia delle coppie che si rivolgono a noi, perché possano vivere veramente un giorno da favola». Insomma c'è una vita dopo il Covid. Ed è la sfida che hanno voluto cogliere anche Micaela Moretti, 53enne di Noale, e Chiara Tortato, 56enne di Marcon, che in piena seconda ondata hanno deciso di rimboccarsi le maniche, aprendo «La mollica», rivendita di pane, nel cuore di Mirano. «Avevo lasciato il lavoro da commessa al Carrefour cinque anni fa, per stare dietro ai miei genitori e dedicarmi ai miei figli. Ma ora i ragazzi sono grandi e il lavoro di mio marito - imprenditore a Venezia, impegnato nel turismo - ha avuto una battuta d'arresto per il Covid. Era il momento giusto per rimettersi in gioco» spiega Chiara, piena di entusiasmo, dopo il primo giorno di lavoro. «Ero stanca di fare la casalinga. Io sono una persona molto attiva: mi piace lavorare e stare a contatto con la gente». --laura berlinghieri