Condanne per 170 anni al clan dei casalesi

MESTRE170 anni di reclusione. Tanto hanno chiesto (complessivamente) i pubblici ministeri Federica Baccaglini e Roberto Terzo per i 24 imputati del processo ai cosiddetti "Casalesi di Eraclea", che hanno scelto il rito abbreviato (con sconto di un terzo della pena, in caso di condanna) e che si celebra in aula bunker a Mestre.Mentre i "capo clan" Luciano Donadio e Raffaele Buonanno hanno optato per il rito ordinario e il processo per loro e altri trenta imputati proseguirà nel 2021, si profila la fine di quello davanti alla giudice Michela Rizzo. Dopo cinque lunghe udienze di requisitoria, è così giunta l'ora di tirare le fila e per l'occasione, accanto ai due pubblici ministeri, si è seduto anche il procuratore capo Bruno Cherchi.Il conto più salato la Procura lo presenta a quello che ritiene uno dei "dirigenti" dell'associazione in odor di camorra, dall'«inesistente apporto dichiarativo»: 16 anni la richiesta per Antonio Basile. Seguita dai 14 anni per Antonio Cugno. Quattro anni per favoreggiamento esterno la pena richiesta per l'ex sindaco di Eraclea Graziano Teso (accusato di essersi speso in alcune operazioni immobiliari di Donadio, ma «con ridotta entità del suo ruolo»); 2 anni e le attenuanti quella per l'avvocata Anna Maria Marin (accusata di aver passato notizie coperte da segreto istruttorio a Donadio, suo cliente, patrocinando altri imputati del gruppo). Entrambi si sono difesi, rivendicando la legittimità del loro agire. Pene minime, sottolineano i pm. Per quanto riguarda l'accusa principale di associazione per delinquere di stampo mafioso - con annessi "reati fine", dall'usura alle false fatturazioni, dalle armi al riciclaggio - la Procura ha tenuto conto del «considerevole contributo» alle indagini dato dall'ex braccio destro economico di Donadio, Christian Sgnaolin (6 anni e sei mesi) e da Girolamo Arena (5 anni e 8 mesi, già sottoposto a regime di protezione). Richieste ben più pesanti per quanti - a vario titolo - sono imputati di aver partecipato attivamente alla vita del clan: 11 e 8 mesi la richiesta per Giacomo Fabozzi (nipote di Donadio); 13 anni e 6 per Nunzio Confuorti; 12 anni per Tommaso Napolitano. Poi 6,4 anni per Tommaso Pizzo; 5,4 per Saverio Capoluongo; 5,8 per Salvatore Salviati; 8,4 per Vincenzo Chiaro; 7 anni e 8 mesi per Antonio Puoti; 5,4 per Valentino Piezzo; 2,4 per Valentino Vaccaro; 8,6 per Bernardino Notarfrancesco; 6,6 per Fabrizio Formica; 6 anni per l'ex poliziotto informatore del gruppo Moreno Pasqual; 6 anni e 10 mes per Francesco Verde; 3 anni la richieste per Dario Poles; 2,8 anni per l'imprenditore Amorino Zorzetto che «non ha fornito alcun apporto alle indagini»; 5 anni e 6 mila euro di multa per Ennio Cescon e 5 anni e 4 mesi e 1800 euro di multa la pena richiesta Ivkovic Slavisa.Nella prossima udienza, la parola passerà alle parti civili, poi spazio alle difese: la sentenza è attesa per la seconda metà di novembre.L'inchiesta è quella sul gruppo accusato di aver condizionato per vent'anni con metodi mafiosi la vita economica, istituzionale e politica di Eraclea e dell'intero Veneto orientale.roberta de rossi© RIPRODUZIONE RISERVAT