Bretella ferroviaria, Brugnaro punta i piedi «Un commissario come per il Passante»

Mitia ChiarinTreno per l'aeroporto, Ca' Farsetti punta i piedi e nella inchiesta pubblica sulle osservazioni al progetto di bretella ferroviaria all'esame del comitato Via regionale pone una lunghissima lista di paletti all'opera di Rfi rivista dopo l'intesa con Enas e Save, la società di gestione dell'aeroporto di Venezia: barriere fonoassorbenti sulla linea ferroviaria storica e sulla bretella; un commissario agli espropri e agli indennizzi a cittadini e imprese, con il riconoscimento di equi risarcimenti. Come era successo con il Passante. Ancora, servono chiarimenti a livello governativo sull'evidente cambio al progetto, di cui si parla da vent'anni, con un cappio e una stazione che da testa diventa passante. Perché è stato cambiato?Il mandato del sindaco Brugnaro era preciso. Il Comune ha ribadito che serve la fermata stadio nei terreni del Quadrante, che sono della Cmv Spa, la società immobiliare del Casinò e devono consentire l'operazione per l'impianto del Venezia Fc. Fermata scomparsa dal nuovo progetto. Ancora si chiede la realizzazione prima della linea ferroviaria di alternative viarie come il bypass di Tessera; la certezza che le opere di cantiere non interferiranno con la normale viabilità e l'assoluto No alla riattivazione della Linea ferroviaria dei Bivi, contro cui ha votato il consiglio comunale in modo trasversale ma che è apparsa in un documento di precisazioni di Rfi sul collegamento per Trieste. Ne aveva parlato anche il senatore Pd Andrea Ferrazzi: tra il ripristino della linea dei Bivi e il collegamento con l'aeroporto, il senatore aveva confermato un investimento per 946,1 milioni di euro. «È stato necessario ripristinarla dopo che Regione Veneto e Comune di Venezia avevano, senza alcuna discussione con la città e con il Consiglio comunale, colpevolmente dirottato fuori dal nostro territorio le risorse già a bilancio per una infrastruttura essenziale per togliere dal centro di Mestre il traffico merci su rotaia, liberare la stazione di Mestre, fluidificare il traffico passeggeri», aveva precisato. Ma Brugnaro ha idee nettamente diverse: quei 511 milioni dei Bivi vadano a mitigazioni, indennizzi, espropri e compensazioni della bretella ferroviaria (che vale 435 milioni). E dentro il Pd, anche locale, ci sono critici sul ripristino dei Bivi. Ancora la stazione sotterranea sotto il Marco Polo, dice il Comune, non dovrà essere di uso esclusivo dell'aeroporto ma dovrà essere aperta a tutti, in primis i residenti. L'assessore Massimiliano De Martin ha dato voce ai rilievi del Comune; altri temi ambientali, trasportistici e di tutela (come l'indennizzo dei 10 ettari di bosco perso) sono stati esposti dai tecnici di Comune e Città metropolitana ( i dirigenti Agrondi, Gattolin e Zuin e il delegato Saverio Centenaro). La discussione in comitato Via ha visto privilegiate le osservazioni di tematica ambientale ma il progetto è rilevante e messe tutte assieme le osservazioni occupano 87 pagine, molte delle quali ritenute "non attinenti" da Rfi nelle controdeduzioni. Alla fine il comitato ha deciso di prendersi tutto il tempo necessario: niente parere a Ferragosto, se ne riparla tra settembre e ottobre 2020, ha chiarito il presidente Nicola Dell'Acqua. «Una scelta di grande professionalità che abbiamo apprezzato. Il comitato ha chiarito che si prenderanno tutto il tempo necessario», dice l'avvocato Giorgio Orsoni che difende gli interessi di una delle famiglie del "triangolo" di case al bivio di Dese. «Credo che il progetto sia finito su un binario morto», precisa l'avvocato, ex sindaco di Venezia. La procedura di inchiesta pubblica, prevista per legge, è stata una lunga discussione con il comitato Via e il proponente, Rfi, svolta in videoconferenza con oltre una cinquantina di partecipanti. Confronto intenso e partecipato durato fino al pomeriggio. Orsoni aveva sollecitato la discussione e ha evidenziato la scarsa trasparenza di una procedura che «si è sviluppata in modo bizzarro in pieno periodo Covid e per la quale si pensava di chiudere tutto per Ferragosto». Sul milione e 300 mila metri cubi di terreni di scavo della grande opera, Orsoni ha proposto a Rfi di risparmiare almeno 50 milioni di trasferimento di materiale nei terreni di Save, come da accordi, portandoli a Dese. Soluzione che non spiace a Deborah Onisto, consigliera di Forza Italia, intervenuta a difesa di residenti di Dese. Ieri sera la frazione, che rischia di essere spezzata in due dalla linea ferroviaria, si è riunita in assemblea. --© RIPRODUZIONE RISERVATA