Eraclea attende la decisione sullo scioglimento per mafia

ERACLEASlitta lo scioglimento del comune per mafia? In questi giorni di forti tensioni per l'emergenza coronavirus ci sono anche tanti cittadini che hanno trovato il tempo a Eraclea per chiedersi che ne sarà del Comune distrutto dalle indagini sulle infiltrazioni della camorra. Si chiedono se per il 18 marzo, quindi domani, data ipotizzata alcuni mesi fa dal Ministero dell'Interno, sarà firmato il decreto di scioglimento con il sigillo del Presidente della Repubblica. Sarebbe il primo caso in Veneto. Dopo i 50 arresti iniziali, le denunce, le indagini della Dda di Venezia, il sindaco Mirco Mestre rinchiuso in carcere, il vice sindaco Graziano Teso indagato, la ferita non si è ancora rimarginata. Nè si rimarginerà mai.Il colpo di grazia, in questi giorni in cui la cittadina è deserta nel rispetto delle restrizioni del Governo contro i contagi, lo darebbe il decreto di scioglimento che dovrebbe essere discusso proprio in questi giorni dal Consiglio dei Ministri per poi arrivare alla decisione finale del Ministro dell'Interno e la firma del decreto di scioglimento da parte del Presidente della Repubblica Mattarella. Ma il Governo in questi giorni è impegnato in tutt'altre emergenze nazionali e internazionali e difficilmente potrà occuparsi della sorte di un piccolo Comune devastato per un anno dalle indagini per voto di scambio e le infiltrazioni della camorra fino ai gangli del Comune oltre che del tessuto sociale e imprenditoriale. In carcere ci sono ancora molti dei primi arrestati, tra i quali il punto di riferimento dei casalesi a Eraclea, Luciano Donadio, e altri suoi fedelissimi che hanno affrontato mesi durissimi nelle varie case circondariali in Italia, lontani dalle loro famiglie. Gli arresti domiciliari però sono stati intanto concessi ad altri personaggi di primo piano, come l'ex poliziotto Moreno Pasqual, accusato di aver avuto fitti rapporti con i camorristi, quindi l'imprenditore nel settore delle auto e carrozzeria, Emanuele Zamuner, considerato uno di quelli che aveva avuto rapporti con i casalesi per facilitare i voti al futuro sindaco, e altri. Una vicenda ancora avvolta dal mistero che ha diviso la città e tutta la comunità sconvolta all'alba del 19 febbraio 2019. --G.Ca.© RIPRODUZIONE RISERVATA