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Francesco FurlanMESTRE. Venticinque imputati e poco meno di due mesi per stabilire la strategie difensiva: quali difese chiederanno l'interrogatorio dell'imputato? C'è chi preferirà piuttosto rilasciare dichiarazioni spontanee? La risposta si avrà il prossimo 21 aprile, quando si terrà la prossima udienza del processo con rito abbreviato a carico di 25 imputati dell'inchiesta sui Casalesi di Eraclea. Ieri, nell'aula bunker di Mestre, davanti al giudice Michela Rizzi, si è tenuta la prima udienza, ma si è risolta nell'arco di poco più di un paio d'ore, e dopo qualche difficoltà tecnica nel video-collegamento con il luogo di detenzione di Vincenzo Vaccaro, pentito e figura chiave nella ricostruzione degli affari criminali dei Casalesi di Eraclea guidati Luciano Donadio. Per la cronaca: collegamento tecnico non riuscito, tanto che Vaccaro ha rinunciato alla sua partecipazione all'udienza. I due mesi scarsi che mancano alla prossima udienza serviranno da un lato alla giudice per leggere e approfondire i faldoni del processo cui è stata applicata, e dall'altro agli avvocati per stabilire la linea difensiva. Nell'udienza di ieri solo la difesa di Amorizo Zorzetto ha formalizzato la richiesta di interrogatorio dell'imputato. Anche altre difese stanno valutando la richiesta e, alla fine, potrebbero essere anche una decina gli imputati che verranno ascoltati un aula. i 25 imputatiOltre ad Amorino Zorzetto (difeso dall'avvocato Marzia Bellodi), a processo con l'accusa di bancarotta fraudolenta, anche Giacomo Fabozzi (avvocati Martino Sforza e Jacopo Stefani) sta valutando di farsi interrogare dal giudice. Fabozzi è accusato di essere partecipe dell'associazione mafiosa guidata dallo zio Luciano Donadio, e incaricato dei lavori più muscolari: botte e minacce nei confronti di chi non pagava o non ubbidiva. Per conoscere la posizione degli altri imputati bisognerà aspettare il 21 aprile. Tra le figure cardine di questa fase processuale ci sono l'ex sindaco e vicesindaco di Eraclea Graziano Teso (difeso da Daniele Grasso) a processo per favoreggiamento esterno all'associazione mafiosa di cui secondo l'accusa rappresentata dai pubblici ministeri Roberto Terzo e Federica Baccaglini sarebbe stato punto di riferimento in Comune, fornendo la giusta copertura amministrativa. E ancora l'avvocato Annamaria Marin (difesa da Tommaso Bortoluzzi) a processo per favoreggiamento con l'aggravante mafiosa per aver passato informazione coperte da segreto d'ufficio a Luciano Donadio, o l'ex poliziotto Moreno Pasqual (difeso da Giorgio Bortolotto), che da pochi giorni si trova ai domiciliari, accusato di aver passato informazioni all'associazione. E ancora Christian Sgnaolin (Alessio Bacchin), braccio economico di Donadio per le fatture false, che dopo l'arresto ha cominciato a collaborare, dimostrando l'intenzione di cambiare rotta. A dibattimentoTutti gli altri imputati, compreso il boss Luciano Donadio, andranno a dibattimento, prima udienza l'11 giugno. Mentre l'ex sindaco di Eraclea Mirco Mestre, accusato di voto di scambio politico-mafioso che aveva scelto il giudizio immediato sarà davanti al giudice il 21 maggio, ma è possibile che la sua posizione venga accorpata a quella degli altri imputati a dibattimento. --© RIPRODUZIONE RISERVATA