«Dammi subito i soldi o ti ammazzo»

di Diego Degan wCHIOGGIA «Dammi i soldi o ti ammazzo»: credeva di averla facile il giovane extracomunitario, mentre minacciava il prete con un coltello. Ma la reazione del religioso l'ha costretto a scappare e la sua rocambolesca fuga si è conclusa con il fermo, a molti chilometri da Chioggia. Erano quasi le due di notte, quando don Mario Pinton, 77enne parroco di Borgo San Giovanni, si è sentito rivolgere quella minaccia. Una minaccia molto concreta, visto che proveniva da un individuo armato di coltello e lui, il parroco, era a letto, ancora semi addormentato. «Mi ero svegliato pochi secondi prima» racconta «disturbato da una luce che non aveva saputo identificare ma che, avrei poi capito, era quella emessa da un cellulare che il ladro usava per muoversi nella mia stanza». In questa situazione di indubbia inferiorità, però, la reazione di don Mario è stata istintiva e inaspettata. «Ho afferrato le mani dell'uomo e ho cominciato a scalciare con i piedi. Così sono riuscito ad allontanarlo e ad alzarmi. Lui aveva una mia camicia avvolta intorno alla mano che teneva il coltello e, forse per questo motivo non aveva una presa molto salda. Così sono riuscito a disarmarlo e ho gettato il coltello dall'altra parte della stanza. Non so come ho fatto: la paura mi ha dato la forza». Il ladro, disarmato, e di corporatura esile, non ha, però, cambiato le sue intenzioni, intavolando una trattativa surreale col prete. «Continuava a dirmi "dammi i soldi"» racconta don Mario «Io gli ho risposto che, al massimo potevo dargli un'offerta, ma intanto continuavo a spingerlo lontano da me, verso l'esterno e lui ripeteva "dammi i soldi" anche mentre arretrava. Ad un certo punto l'ho spinto sulle scale e lui è scappato di corsa. Non ho avuto il coraggio di inseguirlo». Ma le avventure notturne di don Mario non erano ancora finite. «Circa un'ora dopo mi suona il telefono», continua il prete, «era la polizia stradale che mi chiedeva dove fosse la mia auto. "Qui in cortile" ho risposto. Invece era sulla Romea, a Rosara, completamente distrutta in un incidente, mi hanno detto, Mi sono affacciato e ho visto che non era al solito posto». L'aveva presa, evidentemente, il ladro, nella fuga e, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'aveva abbandonata dopo aver esaurito il carburante, praticamente in mezzo alla strada. Complici la nebbia e il buio un altro automobilista l'aveva investita in pieno, rischiando la vita, e la stradale, intervenuta per i rilievi, aveva fermato ore più tardi un extracomunitario che camminava lungo la Piovese con l'aria spaesata. Dagli accertamenti successivi è emerso che il giovane ladro, un clandestino 29enne di nazijalità marocchina, si era, nella serata, nascosto in un locale attiguo alla chiesa, dove erano stati immagazzinati i vestiti donati alla Caritas. Una volontaria ricorda di aver visto un tipo sospetto che si aggirava lì attorno nei giorni scorsi, ma è difficile dire se sia la stessa persona. In ogni caso, da quel locale il ladro avrebbe potuto raggiungere un angolo nascosto in cui il parroco lasciava abitualmente le chiavi, dell'abitazione e dell'auto. Era, quindi, potuto entrare in canonica (un appartamento sopra la chiesa) e lì, in cucina, si era abbuffato di panettone e radicchio cotto, aveva preso due cellulari, il coltello e, infine, aveva cercato di farsi dare i soldi, fallendo miseramente. Il ladro sarà espulso dal'Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA