Bus elettrici in aiuto al tram e navette per i parcheggi

di Mitia Chiarin Trasporto pubblico, in appoggio al tram, che non convince a causa dei frequenti fermi, l'amministrazione Brugnaro intende puntare adesso sui bus elettrici. Avm non acquisterà un nuovo tram, il ventunesimo della flotta: «L'investimento appare diseconomico», spiega il direttore di Avm, Giovanni Seno. Un tram costa più di 3 milioni di euro e visto che la filosofia della nuova amministrazione è quella di non progettare nuove linee di tramvia e ha già detto di no al collegamento con San Basilio, ecco la prima marcia indietro. La holding della mobilità sta valutando con la Regione Veneto se è possibile dirottare il finanziamento regionale che Venezia attende, circa un milione e 800 mila euro, all'acquisto di altri nuovi autobus. Magari i bus elettrici che stanno tanto a cuore adesso all'assessore alla Mobilità Renato Boraso, che dopo la sfuriata di lunedì sui fermi del tram, mercoledì si è concentrato in una riunione con la Mobilità e Avm sul trasporto pubblico locale legato alla nuova mobilità cittadina che sarà definita nel nuovo Piano del traffico. Le direttrici del nuovo Piano, spiega l'assessore, potrebbero essere garantite da autobus elettrici «visto che l'Europa potrebbe finanziarne l'acquisto al cento per cento», dice Boraso. L'obiettivo è quello di creare collegamenti che interessino il Lido e l'isola di Pellestrina, il centro di Mestre. Si potrebbero poi attivare una serie di navette, più piccole, sempre utilizzando mezzi elettrici, per i collegamenti con i parcheggi scambiatori. «L'idea è quella di creare delle "isole" dedicate al trasporto pubblico nelle isole e nel centro di Mestre dove attivare, a sostegno delle due linee del tram, dei servizi di trasporto che l'Europa ci potrebbe finanziare interamente e che contribuiranno a ridurre l'inquinamento ambientale, visto che si tratta di veicoli non inquinanti», continua a spiegare l'assessore. L'indirizzo dato al lavoro di Avm e tecnici della Mobilità, già chiamati a studiare anche collegamenti via filobus con l'ospedale e l'aeroporto (valutandone costi e tempi di realizzazione) e linee di vaporetti dalla terraferma al centro storico, è ovviamente solo all'inizio: non ci sono dati sul numero di autobus elettrici che dovranno servire per portare in porto l'obiettivo che l'assessore Boraso discuterà con il sindaco la prossima settimana in una riunione. Il lavoro è solo all'inizio. Il sindaco Brugnaro, di recente, ha ipotizzato una sorta di rivoluzione del trasporto pubblico nell'area della città metropolitana, con collegamenti circolari, che richiamano i cerchi olimpici, ha spiegato, e che dovrebbero creare nuove linee concentriche tra Mestre e i Comuni vicini, con collegamenti anche tra gli ospedali di Venezia e Mestre e quelli dell'entroterra. L'occasione possono essere i fondi europei per la città metropolitana e l'attenzione che l'Europa riserva alla mobilità condivisa utilizzando tram, filobus e mezzi elettrici. Nei giorni scorsi Avm ha acquistato dei nuovi autobus, stavolta a metano, con una spesa di un milione e 400 mila euro e che sono già attivi su alcune tratte servizio urbano di Mestre di Actv. Il 10 per cento delle linee di trasporto locale, poi, a breve andranno in gara: si tratta in particolare dei collegamenti con Chioggia e Padova finora affidati alla società "La Linea" e che rappresentano il 10 per cento della rete. Con Chioggia, l'azienda di trasporto ha aperto da otto anni anche un contenzioso per 13 milioni di euro. Tutte questioni che interessano il capoluogo e la città metropolitana. E la mobilità nell'area veneziana adesso interessa anche anche alle aziende del settore, impegnate a proporre prodotti sempre più innovativi. La Continental per esempio ha di recente calcolato che a Venezia, tra il 2008 e il 2013, i passeggeri del trasporto pubblico sono aumentati del 10, 5 per cento, la percentuale più alta di tutto il Veneto. A Verona l'aumento è stato del 5,1%. A Vicenza, Belluno, Treviso, Padova e Rovigo i passeggeri sono invece diminuiti con percentuali dal 30 al 10 per cento in meno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA