Bcc, sì alla capogruppo unica

ROMA Il sistema del credito cooperativo ha trovato la sua definitiva "quadra" interna ed è pronto ad accelerare sull'autoriforma che vedrà la nascita del Gruppo Bancario Cooperativo, una unica holding capogruppo che tutelerà l'intero settore nelle turbolenze e potrà rapidamente finanziarsi sui mercati. Ora, dicono le Bcc, tocca al governo fare presto a varare il decreto con le norme di cornice che accompagnino l'autoriforma, pronta già da prima di Natale grazie al compromesso trovato fra le diverse anime del movimento e sul quale si è registrata la convergenza della stragrande maggioranza. Nessun ritardo, tengono dunque a precisare le Bcc, è dovuto quindi a spaccature dentro il mondo della cooperazione. Eventuali blocchi, si raccoglie fra i banchieri cooperativi, sarebbero ascrivibili al governo e non al settore. Che certo, ha discusso a lungo sul modello da adottare per rafforzare il settore, optando infine per «un'architettura che rafforza le finalità mutualistiche, mantiene i centri decisionali» dei singoli istituti nei territori, che potranno aderire alla capogruppo con contratti di coesione che lasceranno un grado di autonomia crescente proporzionalmente alla solidità delle banche, visto che sarà «correlata a criteri di meritevolezza (risk based approach)». Le Bcc altoatesine, invece, nel rispetto «delle differenze culturali e linguistiche», potranno creare il loro gruppo provinciale che poi potrà «fare sistema» con la holding «con contratti di solidarietà e di servizio». La riforma, che era attesa inizialmente già prima di Natale, a questo punto parrebbe a un passo, ma è il governo ora che deve accelerare, sostengono le Bcc. L'ora x potrebbe scattare già la prossima settimana, anche se appare più probabile quella successiva di fine gennaio. Sul tema è intervenuto anche Ilario Novella, presidente della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo: «Un determinante passo in avanti fatto del mondo del Credito cooperativo», dice Novella. «Il nuovo Gruppo Bancario sarà assolutamente solido ed innovativo e vedrà come punta di diamante proprio ed ancora le singole banche, che manterranno la propria autonomia, consolidando e rafforzando così il prezioso ruolo di supporto alle comunità e alle economie locali - ha spiegato Novella - il sistema Veneto, dove le Bcc sono molto presenti ed esprimono volumi importanti, è protagonista di questa grande operazione, cosciente che il nuovo gruppo potrà interpretare al meglio la capacità delle Bcc venete di fare rete e banca di comunità».