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VENEZIA «Venezia è ormai la città dei commissari, anche per colpa della politica che, avendo fallito, affida vigliaccamente le sue responsabilità ai tecnici». È duro il giudizio del presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto alla decisione del responsabile dell'Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone di commissariare il Consorzio Venezia Nuova, ma non come critica al provvedimento, quanto al fallimento di una classe politica e imprenditoriale veneta e veneziana che essa, in qualche modo certifica. «Se è stato necessario prendere questa decisione - commenta ancora Zaccariotto - e se essa ha anche lo scopo di concludere nel modo migliore e nel più breve tempo possibile la realizzazione del Mose, ne prendo atto. È evidente che ci sono stati errori e responsabilità anche nella gestione della sua realizzazione, ma è il totale fallimento della politica che più mi colpisce, in una Provincia e un Comune già paralizzati da quasi un anno e che vanno avanti, appunto, a colpi di commissari per l'inadeguatezza di chi ha amministrato, anche se escludo la Provincia, perché in questo caso la decisione di commissariarla è tutta politica. Non c'è dubbio che la decisione di Cantone per il territorio veneziano è comunque una nuova sconfitta, anche se l'obiettivo primario oggi è concludere nel modo migliore un'opera del costo e dell'importanza del Mose, che avrà poi costi di gestione altrettanto impegnativi». Il presidente della Provincia mette comunque sotto accusa un'intera classe politica anche con questo ulteriore sviluppo della vicenda Mose. «Ci deve far riflettere - conclude - perché qui non occorre voltare pagina, ma buttare addirittura via il libro e ricominciare tutto da capo, per essere nuovamente credibili agli occhi della gente».(e.t.)