Cacciari: per vedere le carte farei anche il commissario

VENEZIA «Se farei il commissario del Consorzio? Volentieri: così potrei finalmente vedere le carte e capire dall'interno tutto quello che è successo in questi anni». L'ex sindaco Massimo Cacciari accoglie con soddisfazione la notizia del commissariamento del Consorzio Venezia Nuova. E rilancia: «Speriamo sia l'occasione anche per dare un occhio a quello che è successo negli ultimi vent'anni. Anche se non credo che succederà, non interessa più a nessuno». Cacciari, è un fatto positivo che l'Autorità anticorruzione abbia deciso di commissariare il Mose? «Certo che è positivo, anche se bisogna vedere ora quali effetti provocherà. Non vorrei che senza vertici e senza finanziamenti i lavori rischiassero di non finire mai. Oltre al danno avremmo la beffa di non poter dire che avevamo ragione»: Potrebbe succedere il contrario: il commissario in genere velocizza le procedure. «Lo spero, davvero. A Milano anche se la vicenda era molto diversa, non è andata così». Dunque cosa si aspetta dal commissario? «Che metta il naso nel merito di questa vicenda. Le indagini finora hanno messo in luce solo l'aspetto dei ladrocini, il resto è rimasto sullo sfondo». Cos'è il resto? «Le procedure e le decisioni che hanno portato a spingere un'opera per cui c'erano moltissime perplessità, che avevamo tentato di spiegare e di illustrare al governo senza venire minimamente ascoltati. È tutto sul sito web, se Renzi vuole può guardare». Una denuncia ante litteram... «Eh certo! Anche se io non faccio il poliziotto, ho sempre parlato di responsabilità politiche». Far luce sui passaggi cruciali del Mose. Succederà? «Ma no... non hanno alcuna intenzione di farlo. Diranno che ormai è andata così e l'opera va conclusa». Lo dice anche lei. «Perché ci terrei a vedere con i miei occhi come finisce, voglio che siano chiare le responsabilità di fronte al mondo. Io spero che funzioni. Ma se non va, c'è chi se ne dovrà assumere la responsabilità». Il Comune nel 2006 votò contro il Mose. «Avevamo sentito esperti e scienziati che avevano elaborato progetti altermativi meno impattanti e meno costosi. E ci avevano spiegato perché quell'opera non andava bene. Tra qualche giorno uscirà il libro dell' ingegner Di Tella, dove si spiega tutto quello che è successo». Ma adesso il Mose è all'85 per cento e il Consorzio è stato commissariato. Cosa dovrà fare il commissario e cosa dovrà fare il governo? «Se serve anche per far presto va bene. Ma al governo voglio chiedere se sia al corrente che quella grande opera ha bisogno almeno di 40 milioni l'anno per la sua manutenzione. E poi se pensano di garantire quei soldi per i prossimi decenni. O invece di farli pesare sul Comune che già adesso non ne ha. Sono cose che i cittadini vogliono sapere in anticipo. A meno che il governo non intenda recuperare quei soldi con le visite guidate, facendo del Mose un grande museo subacqueo in laguna». Si è ancora in tempo a modificare il progetto? «Non credo proprio. Ripeto, c'erano delle proposte alternative e proposte di modifiche che il Comune aveva presentato. Ma il governo, sia con Berlusconi che con Prodi, non ne ha voluto sapere e ha deciso di andare avanti lo stesso. Adesso è tardi». Dunque partita persa? «Beh, certo l'arrivo di questo commissario sarà l'occasione per dare un occhio e ficcare finalmente il naso su quello che il Consorzio ha fatto negli ultimi anni. Soprattutto nelle decisioni prese per far andare avanti il Mose. Ma l'opera a questo punto non si può interrompere». Decine di arresti e adesso, dopo quasi cinque mesi, una raffica di patteggiamenti. Secondo lei i responsabili hanno pagato abbastanza? «Non lo so. per fare un conto bisognerebbe prima sapere se hanno rubato, e quanto hanno rubato veramente». Viene commissariato il Consorzio ma le imprese restano.. «È successo così anche a Milano. Le imprese non si toccano perché hanno i contratti e potrebbero aprire un contenzioso miliardario». Alberto Vitucci