L'accusa dei Cobas: «Strage annunciata»

MIRANO Negli occhi ha ancora l'immagine choc dei suoi due operai Francesco Villacci, 28 anni di San Bartolomeo, e Mauro Camerotto, 47 anni di Varago, stesi sull'asfalto del Passante, nei loro ultimi istanti di vita, e del collega Gianni Sartori gravemente ferito. Poco più in là, il camion della ditta milanese che ha provocato l'inferno in autostrada. Vanni De Zottis, titolare della "De Zottis spa" di Saletto, punta il dito contro le distanze di sicurezza che spesso non vengono rispettate, soprattutto dagli autotrasportatori. «Tra camion, la distanza dovrebbe essere di almeno 150 metri, invece spesso stanno in scia per risparmiare gasolio», denuncia l'imprenditore, «i cantieri sono segnalati e in autostrada ci sono tanti pannelli a messaggio variabile che indicano la presenza degli operai. Il nostro cantiere era in sicurezza, i ragazzi si stavano comportando secondo le norme», chiarisce De Zottis che, con il cuore gonfio di rabbia, aggiunge: «Quando i miei operai sono in strada a lavorare, c'è chi sfreccia accanto al cantiere sfiorandoli». Ieri mattina i dipendenti della "De Zottis" si sono riuniti nella sede di via Argine che da martedì mattina è chiusa per lutto. Hanno deciso di tornare al lavoro lunedì. Sulla strage di Scaltenigo di Mirano nelle scorse ore è arrivato anche l'intervento della Federazione Autisti Operai-Cobas: «La tragedia è la dimostrazione di dove porti il supersfruttamento dei camionisti. Piangiamo gli operai Mauro e Francesco, vittime del sistema». Per il sindacato di base, una tragedia annunciata. «Sequenze di semirimorchi che escono di strada, tamponamenti a catena, camion che prendono fuoco, camion che investono passanti ed operai, tutto per… arrivare in tempo», tuona il sindacato in una nota, «va vietato il carico-scarico agli autisti, devono essere messi in galera coloro che mandano i camionisti al massacro con mezzi senza freni a posto, vanno inseriti i blocchi di velocità non oltre i 90 all'ora ai Tir e resi obbligatori i cronotachigrafi digitali anche sui furgoni. Le pause vanno rispettate, le deroghe abolite. Occorre una seria rivisitazione morale nel settore». Intanto sembra allontanarsi l'ipotesi che i funerali di Francesco Villacci e Mauro Camerotto possano essere celebrati assieme. Anzitutto per un motivo logistico, dal momento che bisognerebbe scegliere una chiesa abbastanza grande per le centinaia di persone previste e né la parrocchiale di Varago, dove viveva Camerotto, né quella di San Bartolomeo di Breda, frazione di residenza di Villacci, sono così tanto spaziose. Poi c'è la questione del legame di ciascuna famiglia con la propria parrocchia. Ieri dalla Procura di Venezia non era ancora arrivato il nulla osta per la sepoltura. Il via libera potrebbe giungere in giornata. Intanto trapela un cauto ottimismo sulle condizioni di Gianni Sartori, il sessantenne di San Biagio di Callalta, anch'egli dipendente della "De Zottis spa", rimasto gravemente ferito nell'incidente di martedì. L'uomo, ricoverato all'ospedale All'Angelo di Mestre, è stato operato e l'intervento è riuscito. Rubina Bon