«Ex Parolari, scelta sbrigativa»

di Mitia Chiarin «Trovare soluzioni sbrigative, scegliendo il primo edificio vuoto presente all'interno del Comune di Venezia, non consente di aiutare in modo adeguato queste persone. Se vogliamo mostrarci accoglienti e rispondere al loro bisogno di dignità, emerge in modo evidente, la necessità di svolgere un'analisi che coinvolga tutti i Comuni presenti all'interno della Provincia di Venezia. Uno studio collegiale permetterebbe certamente di trovare sistemazioni più adeguate e funzionali». Il circolo del Partito Democratico della Castellana prende posizione sulla polemica divampata in città per la scelta della Prefettura dell'ex scuola Parolari di Trivignano come centro per i migranti dalla Sicilia. La situazione al momento è allo stallo: i lavori di adeguamento della ex scuola non sono ancora partiti mentre prosegue la raccolta di firme a Trivignano che ha superato le 500 firme e mercoledì, dopo i conteggi, le firme saranno consegnate al commissario Zappalorto e al prefetto Domenico Cuttaia. Per dire no alla scelta di Trivignano. Per ora di migranti in quest'ultimo lembo del Comune di Venezia sulla Castellana, non se ne è visto neanche uno: la ex scuola Parolari verrà utilizzata quando crescerà il numero di profughi sbarcati sulle coste siciliane. Nella scuola chiusa devono essere realizzati nuovi bagni ed uno spazio ad uso cucina. Uno scenario che ha messo in allarme tutto il paese coinvolgendo nella raccolta di firme anche politici locali come Claudio Lazzaro, ex consigliere comunale del Pd, che si è schierato a favore della protesta. Trivignano per ora è indicato come l'unico "hub", centro di accoglienza temporanea per migranti in tutto il Veneto e ovviamente il malcontento è evidente. Lazzaro incassa la vicinanza del circolo del Pd della Castellana che esprime il suo dissenso partendo dalla necessità di garantire ai migranti una accoglienza dignitosa e non frettolosa. «Come possiamo assicurarla, scegliendo frettolosamente un luogo in cui insediare gli hub? L'ex scuola di Trivignano, situata in centro al paese, con una struttura non adeguata, come può garantire ai profughi una permanenza dignitosa?», si chiedono quelli del circolo Pd con un comunicato. Sia il Comune di Venezia che la Municipalità, ricordano, sono da tempo impegnati nell'accoglienza dei profughi: si citano come casi eloquenti sia la struttura della Caritas in Via del Gaggian e il campo profughi a Zelarino che fu operativo tra il 1992 e 2003, nell'area a ridosso dell'attuale centro commerciale di Auchan. Altri numeri li ha forniti Gianluca Trabucco, altro ex consigliere comunale Pd di Zelarino: «Nel territorio del Comune di Venezia sono già presenti 125 persone ospitate in strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e circa 150 minori stranieri non accompagnati, molti provenienti dai comuni limitrofi e di cui ogni anno il capoluogo veneziano si prende cura». Trabucco quindi chiede a prefetto e commissario di valutare anche altri luoghi. «Il Comune e le Municipalità stanno già dando molto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA