«Jesolo non va lasciata sola così evitiamo una guerra»

JESOLO «Siamo di fronte a un problema umanitario che non si può lasciare sulle spalle solo di Jesolo e dei suoi cittadini, altrimenti si arriverà a una guerra che può invece essere evitata». Così il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, ieri all'inaugurazione di un padiglione dell'ospedale civile di Venezia è intervenuto sulla difficile situazione che sta vivendo Jesolo. Il messaggio del Patriarca è giunto inaspettato mentre stavano per planare in aereo 80 migranti con destinazione che sembrava in un primo momento proprio Jesolo e che poi invece sono stati destinati in altri luoghi. Le parole di Moraglia fanno riflettere per la comprensione anche delle ragioni di una città turistica come Jesolo che si trova ad affrontare questo disagio senza sentire la voce e le garanzie che dovrebbero giungere dall'Europa. «Bisogna avere il coraggio di porre la questione alla sua radice», ha proseguito Francesco Moraglia, «l'Europa ci detta tante regole, ma brilla per la sua latitanza su una questione che è europea, ma prima ancora umanitaria. L'Italia sta scrivendo una pagina che rimarrà nella storia, facendosi carico di una realtà umana certamente superiore a un singolo Paese. Sta dettando all'Europa una linea per il futuro e, se l'Europa non deciderà di coglierla, resterà quella che dà parametri finanziari molto astratti, che però non tengono conto che l'economia deve parametrarsi con l'uomo». Ha dunque fatto riferimento agli ambulanti fuggiti in mare per sottrarsi ai controlli antiabusivi sulla spiaggia di Jesolo: «Siamo di fronte a una conflittualità obiettiva, reale, che si sta manifestando sotto i nostri occhi. La questione rimane e non può essere bypassata con una scelta facile. Capisco le difficoltà che incontra il nostro territorio, ma continuo a confidare nella generosità dei veneti». Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, ha subito ringraziato il Patriarca Moraglia per questo suo intervento che segue quello del governatore del Veneto Luca Zaia, dimostrando come le istituzioni regionali e la chiesa siano vicine a Jesolo, centro balneare sul quale in piena stagione si accendono i riflettori per questioni di accoglienza non più solo turistica, ma anche umanitaria. Una città divisa tra chi non vorrebbe assolutamente migranti e ambulanti e chi sente invece battere il cuore e vuole aiutare persone che fuggono dalla disperazione e miseria in cerca di un futuro diverso per sè e per i propri figli, senza però vedere danneggiata la sua economia. Giovanni Cagnassi ©RIPRODUZIONE RISERVATA