Troppi piccioni in piazza scatta l'allarme sanità

MUSILE. Diverse aziende di Musile sono state contattate da alcune persone, che si presentano come una Onlus che opera con il Comune per una raccolta fondi. Ma l'amministrazione non ha autorizzato alcuna iniziativa e chiede ai cittadini di segnalare subito casi simili. «Abbiamo ricevuto diverse richieste di chiarimento da parte di aziende musilensi che sono state contattate da persone che si qualificano come una Onlus che opera in collaborazione con il Comune, per la richiesta di fondi per l'acquisto di un pulmino e il mantenimento del servizio svolto dall' associazione I Musili», dice l'assessore Susanna, «il Comune e I Musili informano di non conoscere questa iniziativa e di non avere in corso collaborazioni per la raccolta di fondi». (g.mon.) SAN DONÀ Piccioni in piazza e sui cornicioni del centro, il Comune si prepara a dichiarare guerra. Nei giorni scorsi sono arrivati anche i tecnici del Comune di Venezia per consultarsi con quelli di San Donà sul da farsi. La popolazione locale dei volatili è salita a circa duemila esemplari secondo il più aggiornato "censimento". Erano 1600 fino a poco tempo fa, ma aumentano di continuo. In questo momento, la maggior parte si è ritirata nelle zone di campagna in cerca di cibo, ma torneranno presto. I sonar sono ormai stati archiviati, tra le proteste dei pubblici esercizi e dei cittadini in passeggiata. L'unico effetto che avevano sortito era allontanare gli umani più che i piccioni che si erano abituati al verso elettronico di alcuni loro predatori. Tra gli spilloni hanno fatto addirittura i nidi. Un po' è servito il finto falco appeso sotto la gelateria "Gensomini", brevettato da Gino Zecchin il quale se non altro aveva occupato lo spazio dei nidi. Il prossimo monitoraggio igienico e sanitario però potrebbe consentire al Comune di intervenire una volta per tutte. Se, come a Venezia e in altri luoghi esaminati in cui il problema è anche maggiore, si dimostra che due terzi della popolazione dei piccioni è affetto da salmonella, scatta il semaforo verde per interventi più drastici. «Sicuramente resteranno gli spilloni», spiega il sindaco, Andrea Cereser, «ma anche filo elettrico e reti per la cattura. Se i piccioni sono affetti da salmonella, non è certo possibile permettere che restino sulla piazza, posati sui cornicioni a scaricare le loro deiezioni vicino a dove è seduta la gente, magari sulle terrazze dei locali. Nelle prossime settimane», aggiunge, «inizierà questo monitoraggio igienico e sanitario per accertare se via sia questa diffusione di salmonella e intervenire». Nulla potranno animalisti e ambientalisti contro problemi di natura igienico sanitaria per i residenti e ospiti della città. Il fenomeno dei piccioni è aumentato in modo preoccupante soprattutto quando è stato demolito il vecchio cinema teatro Astra di via Ancillotto. Qui avevano creato i loro nidi per riprodursi. Quando sono giunte le gru per la demolizione hanno preso il volto e si sono aggiunti a quelli che volano tra piazza Indipendenza e il duomo. E negli ultimi mesi sono aumentati ancora fino a raggiungere quota duemila, troppi per una città che non può più permettersi di avere più piccioni dei residenti in centro. Giovanni Cagnassi ©RIPRODUZIONE RISERVATA