In prima linea contro Mose e grandi navi

di Vera Mantengoli wVENEZIA «Nessuna Soluzione Contorta», in tutti i sensi. È questa l'indicazione dei comitati ambientalisti che ieri mattina si sono radunati davanti all'Arsenale Militare per tentare di incontrare Matteo Renzi, presente al DigitalVenice alle Tese, dall'altro lato del bacino. Un contatto in un certo senso c'è stato, ma solo tramite il capo del cerimoniale di Stato Ilva Sapora che ha riferito ai delegati Marta Canino e Armando Danella che il premier ha assicurato di leggere tutta la documentazione e di dare una risposta perché «anche lui vuole trasparenza». Solo una mezza conquista per la carica dei duecento abbondanti che speravano in un incontro ravvicinato con il Presidente del Consiglio. Sono le 10 di mattina, ma il caldo afoso non risparmia nessuno. Considerando che è periodo di vacanza e che è un giorno lavorativo, i manifestanti non si lamentano del numero delle presenze dicendosi soddisfatti. I comitati sono in prevalenza «Ambiente Venezia», capeggiato da Armando Danella, i «No Grandi Navi» e «No Mose», diretti da Tommaso Cacciari e Marta Canino, Italia Nostra con Cristiano Gasparetto e Andreina Zitelli, ex componente della commissione di valutazione impatto ambientale del Mose. Tra i manifestanti l'ex consigliere comunale Beppe Caccia, Chiara Marri della Municipalità e Salvatore Lihard, ambienatlista. Per il resto tantissimi giovani che cantano e ripetono alcuni leit motiv della giornata, in particolare «basta con la concessione unica» «fuori le navi dalla laguna». Non si sa ancora se la polizia farà entrare tutti in Arsenale, ma il corteo sulle undici avanza lungo la fondamenta, fino ad arrivare a un faccia a faccia con la polizia a una distanza di circa un paio di metri. I rappresentanti dei comitati chiedono che una delegazione vada a consegnare al premier alcuni documenti che spiegano la posizione degli ambientalisti sulla laguna, dalle Grandi Navi al Mose. Alla fine, dopo una breve contrattazione tra cittadini e forze dell'ordine, la polizia fa passare tutti i portavoce, eccetto Cacciari che rimane fuori con il corteo. Il gruppo entra, ma arrivati alle Gaggiandre la selezione prosegue. Soltanto due possono attarversare il bacino e provare a incontrare Matteo Renzi. Si decide per la Canino e Danella, due generazioni che si stanno passando il testimone. Mentre i portavoci vanno verso le Tese, gli storici ambientalisti precisano qual è l'urgenza: «Il Consorzio Venezia Nuova continua a dire che i lavori sono giunti all'85%, ma mancando un progetto esecutivo non si di preciso dove siamo arrivati. Noi chiediamo una moratoria affinché venga istituita una commissione di inchiesta sull'impatto del Mose». Dopo una decina di minuti Canino e Danella fanno ritorno, riportando le parole dela Sapora. I punti chiesti sono cinque: nessuna decisione del Comitatone prima delle elezioni comunali, sciogliemnto del concessionario unico, blocco lavoro delle bocche di porto del Lido, sospensione finanziamenti CIPE per trasferirli per tutelare la città e no allo scavo del Contorta. A questo proposito, qualche giorno fa, Sandro Trevisanato, presidente di VTP, ha fatto sapere che, a causa delle continue proteste, Venezia non sarà più leader del Mediterraneo, con una perdita di circa 200 mila passeggeri, diretti verso Trieste. ©RIPRODUZIONE RISERVATA