Via Marco Polo, nuova voragine

SOTTOMARINA Snellito il consorzio ConChioggiaSi. Il consorzio è passato da nove membri a tre per rendere la struttura più flessibile e dinamica in attesa che la Regione chiarisca, in base alla nuova legge, che fine faranno i consorzi di promozione. Quello di Chioggia, come altre realtà vicine, rischia infatti di scomparire. Alla presidenza è stato confermato Marco Boscolo Camiletto che sarà affiancato da due consiglieri, Luciano Serafini e Dolores Boscolo. «Le prospettive non sono buone», spiega Camiletto, «attualmente ci sono dei parametri per la sopravvivenza dei consorzi che rischiano di cancellare metà delle strutture esistenti. Siamo fiduciosi che la Regione capisca l'errore e possa intervenire per correggere il tiro». In base alla normativa si rischiano paradossi come la chiusura dell'ente di promozione turistica di Cavallino, che ha pochi alberghi (uno dei parametri ndr), ma conta cinque milioni di presenze annue. «Vedremo cosa farà la Regione», precisa Camiletto, «noi quello che potevamo fare l'abbiamo fatto. Abbiamo snellito la struttura, stiamo pianificando azioni di sinergia per poter affrontare i mercati. Ora tocca a chi governa dare gli strumenti necessari». (e.b.a.) di Elisabetta B. Anzoletti wSOTTOMARINA Buche, traffico, inquinamento acustico e smog. Tornano a protestare e molto i residenti di via Marco Polo dopo l'ennesima voragine che si è aperta domenica sera sull'asfalto complicando una situazione viaria già al limite della sopportazione. Nel tratto sud la strada è continuamente soggetta a rattoppi per interventi di Veritas e cedimenti di asfalto, nella parte nord, a senso unico, il traffico eccessivo causa problemi di rumore e smog ai residenti. È da 15 anni che i residenti chiedono interventi alle varie amministrazioni comunali e presentano petizioni, senza ottenere nulla. La strada che dovrebbe sopportare solo un normale traffico cittadino è invece utilizzata come via di fuga anche dai turisti in uscita, senza contare il transito dei mezzi pesanti. «Esiste un divieto», spiega la signora L. G. a nome dei residenti del tratto a senso unico, «per i camion e per i pullman turistici, ma si vede poco e non viene rispettato. La strada è stretta, ma tutti vi sfrecciano senza osservare i limiti. I marciapiedi sono stati ricavati solo mettendo dei paletti sulla carreggiata con il risultato che in quel tratto passano anche moto e bici elettriche facendo zig zag in mezzo ai pedoni. Altro che via residenziale, siamo un'autostrada». Il traffico eccessivo comporta poi problemi a ricaduta. «L'inquinamento acustico è insopportabile», continua la residente, «di giorno e di notte e l'aria è irrespirabile. Ogni tanto chiamiamo i vigili per chiedere dei controlli, ci dicono che passano ma se passano in auto non cambia nulla. Dovrebbero fermarsi e fare un po' di multe. Qui siamo davvero esasperati, abbiamo chiesto a tutte le giunte di trovare una qualche soluzione ma al di là delle promesse nulla è stato fatto». Per i residenti una soluzione potrebbe essere quella di deviare un po' di traffico (per esempio i bus di linea in estate) in via Vespucci che è a senso unico, più larga e con spazi anche per il parcheggio di lato. Nella parte sud le cose non vanno meglio e dopo i continui cantieri aperti due settimane fa per intervenire in urgenza sulla condotta dell'acqua che si spaccava a ripetizioe, domenica verso le 20.30 si è aperta l'ennesima voragine a ridosso dell'incrocio con viale Ionio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e la squadra delle manutenzioni per mettere in sicurezza e transennare il tratto in modo da segnalare agli automobilisti il cedimento stradale. «Via Polo non può sopportare un traffico del genere», spiega il consigliere della Lega, Marco Dolfin, «i residenti lo hanno segnalato in tutti i modi. La strada, come molte altre, è ridotta ad un colabrodo e si rischia davvero che prima o poi qualcuno passando in bici o in moto si faccia male. Il sindaco, anche a rischio di sforare il Patto di stabilità, dovrebbe pensare ad un intervento serio e strutturale su tutte le strade comunali dissestate perché ormai è diventato un problema di sicurezza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA