«Non si blocchino i cantieri in città»

di Mitia Chiarin wVENEZIA Un appello al commissario che prenderà le redini del Comune di Venezia: «Non fermi i cantieri in città». Un coro di richieste arriva dagli ex assessori della giunta di Giorgio Orsoni, rimasti senza deleghe al ritorno alla libertà del primo cittadino dimissionario, dopo i domiciliari. Un appello in linea con quello di Ance, Confindustria e Ava per non fermare la città. Tutti sono pronti, a partire dall'ex vicesindaco con delega al bilancio, Sandro Simionato a presentarsi davanti al commissario, che dovrebbe essere nominato dal ministero dell'Interno già domani per informarlo della situazione dei conti, anzitutto. «L'ho detto dal primo momento: questa amministrazione si chiude in modo traumatico, ma ha agito sempre con correttezza e trasparenza e la città non merita ulteriori scossoni negativi. Quindi, massima disponibilità ad informare il commissario a partire dalle nostre analisi sul bilancio 2014, per ridurre i tagli dopo la mancata vendita del Casinò». Tanti progetti sono finanziati e appaltati e attendono l'ultimo ok finale. «Siamo disponibili a dare il nostro contributo negli interessi della città», dicono gli ex assessori. «Le vicende giudiziarie hanno oscurato la valenza del lavoro fatto da questa amministrazione con un impegno che ha mosso tutti, dal sindaco all'ultimo dei consiglieri», dice Alessandro Maggioni, ex responsabile dei Lavori Pubblici. «E l'amarezza più forte è quella di aver lavorato per la città e non vedere tutti i frutti», aggiunge Ugo Bergamo. «Non ho più incarichi pubblici», insiste Maggioni, «ma sono a disposizione, come tutti gli altri assessori, a dialogare con il commissario per informarlo sui cantieri aperti. Mi riferisco al macroprogetto dei lavori in centro a Mestre, tra via Poerio e Riviera XX Settembre, ma anche altri interventi attesi da cittadini e comitati». Il grande cantiere del Marzenego ha finanziamenti certi (4 milioni dallo Stato) e appalti assegnati (o quasi visto che per il secondo lotto sono in corso verifiche). E bisogna decidere se aprire o meno l'ultimo tratto di fiume interrato alla fine della Riviera. «Io ho il rammarico di non vedere andare in porto l'accordo per la riqualificazione della stazione e pure il Pat che io volevo firmare entro fine mese e che ora potrà firmare il commissario o ancora il Palacinema del Lido. Tanti progetti che devono andare avanti. Se il commissario lo riterrà necessario, io sono disponibile a spiegargli le priorità del settore di mia competenza», aggiunge Andrea Ferrazzi, ex responsabile di Urbanistica. «Il commissario ci sentirà, è una prassi consolidata e io sono pronto a dare il mio contributo: ricordo che c'è il tram da portare fino a Marghera e Venezia, la ciclabile sul Ponte della libertà, il secondo lotto della Vallenari bis, il Piano del traffico che è in itinere, la sistemazione dei pontili Actv , la sistemazione dei piazzali Cialdini e Favretti». Portare in porto questi cantieri sarebbe un modo, fa capire Bergamo, per riconfermare la serietà della giunta Orsoni, nonostante «il fango in cui siamo stati trascinati tutti, consiglio compreso, senza alcuna responsabilità». Pensa al Parco della Laguna e alla riconversione di Porto Marghera Gianfranco Bettin, ex dell'Ambiente: «Spero che nessuno si azzardi a fermare i processi già avviati. Anch'io sono disponibile a fare la mia parte. Un ruolo fondamentale lo avranno i direttori dei vari settori. Io mi affido anche a loro, alla loro serietà e competenza». Bettin ribadisce il disappunto per come è finita malamente l'esperienza di giunta. «I venti giorni di tempo per le dimissioni del sindaco servivano proprio per organizzare un passaggio di consegne ordinato. Tutto cancellato da un colpo di testa irrazionale». Quello di Orsoni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA