Squilibrato accoltella i passanti

MILANO È avvenuto tutto in circa un'ora e mezza. Tanto ci avrebbe messo un uomo, poi portato in Questura, a Milano, a ferire due persone e ad ucciderne un'altra in luoghi e momenti diversi. Secondo una prima ricostruzione lo squilibrato, italiano, trentaquattrenne, ha colpito per la prima volta intorno alle 14.30 ferendo (con lameno venti colpi) un primo passante al parco Nord, in territorio di Cinisello Balsamo. Poi, dopo essere passato per casa a cambiarsi, il folle si è spostato a Sesto San Giovanni e, alle 15.30, ha aggredito e con una coltellata alla gola l'addetto dell'autolavaggio. Infine, dieci minuti dopo, si è recato in un autolavaggio di Cinisello Balsamo, dove ha colpito a morte il titolare dell'autolavaggio: Franco Mercadante, di 51 anni. L'uomo, che lascia la moglie (con la quale sarebbe dovuto partire per una crociera) e due figli di dieci e di diciassette anni, è stato trovato da un dipendente ma per lui non c'era più niente da fare. Nel frattempo lo squilibrato era scappato urlando frasi sconnesse e cercando di togliersi gli abiti insanguinati. Così è stato trovato, nei pressi del ponte di Bresso, dagli agenti che si stavano recando sul luogo delle aggressioni e lo hanno visto correre a torso nudo in mezzo alla strada. L'assassino ripeteva: «Libero, sono un uomo libero, a tutto il mondo lo voglio gridare». La vettura dell'omicida, una vecchia Fiat Punto di color grigio, presentava macchie di sangue su una delle fiancate. Dal luogo del delitto gli investigatori hanno portato via anche il videoregistratore del sistema di sorveglianza dell'autolavaggio: le telecamere avrebbero filmato l'omicidio Le due persone ferite a coltellate sono invece Francesco Saponara, di 55 anni, gestore della stazione di servizio Shell di Sesto San Giovanni, e Dario D., di 68 anni, colpito mentre passeggiava al parco Nord. Entrambi sono stati trasportati in condizioni gravi in ospedale, uno al San Gerardo di Monza e l'altro al Niguarda di Milano. La metropoli lombarda ha così rivissuto ieri "l'incubo Kabobo", ovvero la vicenda del ghanese Adam Kabobo, poi condannato a vent'anni per aver ucciso a picconate tre passanti, l'11 maggio 2013, nella zona di Quarto Oggiaro.