Ora quest'Italia fa paura a tutti

di Pietro Oleotto wINVIATO A MANGARATIBA Numeri, chi li dà dopo il gong del primo round? Mister Roy sbatte la testa contro il muro azzurro, dovrà giocarsi tutto con la miglior Inghilterra della sua gestione – dice lui – nella prossima puntata Mondiale, contro l'Uruguay, mentre l'Italia con una vittoria potrebbe chiudere matematicamente la qualificazione contro il Costa Rica, tra l'altro già sapendo il risultato dello scontro diretto tra le due perdenti della giornata d'apertura del girone D. Dovesse uscire di scena già dopo due partite impazzirebbe il buon Hodgson, eppure i numeri adesso si continuano a dare in casa Italia: si andrà avanti con il 4-1-4-1 oppure Prandelli ricorrerà al turnover per ossigenare il gruppo, uscito vittorioso dalla sauna di Manaus? E in questa chiave riuscirà a recuperare gli infortunati Buffon e De Sciglio? Neppure il successo sugli inglesi ha cancellato piccole e grandi incertezze, anche se bisogna riconoscere che la Nazionale riesce storicamente a sguazzare in queste acque. SuperGigi e SuperMario. Qui a Mangaratiba si frena, anche se adesso quest'Italia fa paura a tutti. Senza nascondere l'ottimismo per un pronto recupero, lo staff medico non ha chiarito nei dettagli quando Buffon potrà tornare a disposizione. Ci vuole un sms dal Portobello Resort&Safari inviato dal diretto interessato alla sorella Veronica per sciogliere la prognosi: «Nell'ultimo messaggio che mi ha mandato c'è scritto: "Sto bene, forse ci sono già per la seconda partita, aspettami"». Insomma, per il Costa Rica potrebbe riprendersi il posto che Sirigu ha ereditato all'ultimo momento a Manaus, dimostrandosi all'altezza della situazione. Se poi sarà un SuperGigi, nonostante il recente infortunio alla caviglia sinistra (con interessamento del ginocchio), bisognerà aspettare la risposta del campo. Intanto l'Italia si gode SuperMario, capace di realizzare il gol decisivo e chiaramente in forma dopo una preparazione tormentata. «Bene così», ha detto l'attaccante che ha dedicato il gol alla futura moglie Fanny, «ma non montiamoci la testa». Ieri, invece, sui social network, ha inviato un bacio «a tutti quelli che mi sostengono, credono in me, e mi capiscono». Atteggiamento giusto. Il carattere messo in mostra dagli azzurri ha colpito i sedici milioni di italiani che hanno seguito la gara alla tv, a partire dal premier Matteo Renzi. «L'Italia ha mostrato di avere cuore e cervello. Per vincere i Mondiali occorre anche un'altra parte del corpo... i piedi, ovviamente. Dico grazie e bravo a Prandelli che, prima di essere un ottimo ct, è una straordinaria persona», ha dichiarato Matteo Renzi, parole che di rimbalzo sono arrivate fino in Brasile, dove hanno incassato la soddisfazione del gruppo azzurro che nel pomeriggio si è allenato al Portobello Resort&Safari dopo il lungo viaggio (circa quattro ore di aereo) di rientro dall'Amazzonia. A Manaus la Nazionale ha capito di essere competitiva, ma per questo invoca maggior attenzione da parte della Fifa per i cosiddetti time out, i tre minuti di sospensione a metà tempo che sono a discrezione dell'arbitro nel caso le condizioni meteo siano sotto il 32 gradi. «Chiederemo che a Recife e a Natal il direttore di gara li conceda», ha spiegato il capo delegazione, Demetrio Albertini. D'altra parte lo studio sul recupero fisico dagli sforzi è stato fatto anche tenendo conto del possibile (e consigliabile) time out. Ed è probabile che la Fifa accolga la richiesta: si dice che avrebbe gradito i "break" anche a Manaus e che l'olandese Kuipers, arbitro da finale di Chanpions, abbia perso dei punti agli occhi del designatore Busacca per quel pizzico di originalità che ha sempre dimostrato, tra l'altro. Turnover e ritocchi. In questo quadro l'Italia deve fare attenzione alla gestione degli esterni che, con l'infortunio di De Sciglio (che può svolgere solo delle terapie mediche e non allenarsi) è ridotto all'osso. Darmian ha risposto alla grande sulla destra, ma sull'altro fronte bisogna adattare Chiellini per sostituire il milanista, ipotesi che porta acqua al partito del ritorno alla difesa a tre (Chiellini, Bonucci, Barzagli come nella Juve, Paletta è l'unico che ha davvero deluso), anche se Prandelli ha fatto capire che è la retroguardia a quattro la nuova frontiera del gioco azzurro. Così si possono far convivere Verratti e Pirlo, sistemare De Rossi nel ruolo di libero di centrocampo e sfruttare il talento offensivo in mezz'ala di Marchisio e Candreva. E si può inserire un Insigne, all'occorrenza. Più difficile l'impiego di Cassano, così come quello di Immobile. Là davanti c'è spazio per il solo Balotelli. E per il momento funziona. ©RIPRODUZIONE RISERVATA