Azzurri i più amati Manaus tifa Italia

di Alessandro Bernini wINVIATO A MANAUS Il pullman degli azzurri si districa a fatica sulla Avenida do Brasil che collega l'hotel al campo di allenamento. Ai lati delle strade tanta gente, alcuni riconoscono i giocatori dell'Italia e nella calca si avvicinano anche al pullman. Ma è una bella scena, di quelli alle quali non siamo abituati in Italia. Giorgio Chiellini saluta con la mano, Claudio Marchisio idem, sorride pure Mario Balotelli e questa è quasi una notizia. Manaus è un po' meno caotica rispetto a Rio de Janeiro, anche se la crisi sta divorando gli abitanti. Qui un tempo c'era ricchezza grazie all'industria della gomma, poi è iniziato il lento declino. Comunque il decoro è stato mantenuto, non si vede la miseria che ad esempio è accampata a ogni angolo di Rio de Janeiro. In questi giorni le strade sono state colorate a festa, bandiere giallo-oro ovunque, murales dedicati al Mondiali ma anche di benvenuti per tutti i turisti. Un entusiasmo comunque misurato che invece è esploso all'arrivo della nazionale in albergo, al Quality Inn. Diverse centinaia di tifosi (quasi tutti brasiliani) hanno accolto la squadra in tarda mattinata, con tanto di gigantografia di Balotelli a torso nudo, ricordando l'immagine di SuperMario dopo il gol ai tedeschi all'ultimo europeo. Grandi applausi quando sono scesi dal pullman anche Gianluigi Buffon e Andrea Pirlo. Gli azzurri però sono rimasti chiusi nelle loro camere, cercando di combattere coi condizionatori un'afa davvero insopportabile. È soprattutto l'umidità che ti avvolge. E meno male che ieri c'era un leggero venticello che quantomeno limitava i danni. Cesare Prandelli e la squadra hanno guardato in televisione la partita Spagna-Olanda. Facile immaginare la sorpresa dopo la disfatta di Iker Casillas e compagni. E puntale è arrivato il tweet di Balotelli dedicato al compagno Nigel De Jong: «Wow! Cioccolato olandese. Vai, fratello». Dopo aver visto l'accoglienza riservata all'Inghilterra e quella riservata all'Italia, la sensazione è che i "locali" tiferanno quasi tutti per gli azzurri. Anche perché gli inglesi (oltre alla gaffe di Roy Hodgson al momento del sorteggi, quando disse «giocheremo nella giungla») non sono mai il massimo della simpatia, con le loro pinte di birra ostentate e i loro modi di fare decisamente invadenti. I tifosi italiani saranno pochi, un migliaio, ma si faranno sentire. E avranno validi alleati. Il tweet di Pepito Rossi. «Si comincia: in bocca al lupo ai miei compagni. Forza Italia!». Questo il messaggio che Giuseppe Rossi, via Twitter, ha voluto inviare alla Nazionale azzurra attesa al debutto al Mondiale fra poche ore a Manaus contro l'Inghilterra. L'attaccante della Fiorentina ha svolto la prima parte della preparazione per la grande competizione in Brasile prima di essere escluso, fra delusione e polemiche, dal ct Prandelli dal gruppo dei 23 azzurri. Ed è uno degli assenti più illustri a questi Mondiali insieme con Falcao, Tevez, Llorente, Montolivo e Ribery. Falso allarme bomba. Il giorno della gara è stato movimentato da un (per fortuna) falso allarme bomba. La polizia e l'esercito brasiliani, infatti, hanno letteralmente blindato l'area intorno all'Arena Amazzonia di Manaus, dove gli azzurri di Prandelli hanno affrontato l'Inghilterra nella gara d'esordio del Mondiale. Poi, dopo un accurato controlla da parte anche delle squadre degli artificieri dell'Esercito, l' allarme bomba è rientrato. Secondo quando ha riferito poco dopo la polizia militare, durante l'ispezione un cane dell'esercito brasiliano ha segnalato la possibilità di un ordigno esplosivo all'interno di un veicolo parcheggiato nelle vicinanze dell'Arena. Gli artificieri, tuttavia, non hanno trovato alcun ordigno ma per precauzione e su indicazione della Fifa hanno rimosso il veicolo. Possibile che le tracce di polvere da sparo siano rimaste sulle gomme dell'autovettura e che questo abbia messo in agitazione il cane creando l'allarme poi cessato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA