Viviani, l'Oscar della sfortuna Dopo la febbre pure la caduta

dall'inviato wSALSOMAGGIORE TERME (Parma) Una fra le tappe più brevi del Giro d'Italia, giunta peraltro dopo il giorno di riposo, è stata un'altra mezza ecatombe. La peggio è toccata al 24enne belga della Bmc Yannick Eijssen, finito a terra quando il gruppo ha cominciato a spingere il piede sull'acceleratore per rientrare sulla fuga e trasferito all'ospedale in ambulanza: forti contusioni al collo, al gomito destro e alle costole, ma fortunatamente niente di rotto. La maglia rosa Cadel Evans perde però un gregario prezioso: «Mi dispiace tanto – spiega l'australiano – non solo perché è un compagno di squadra, ma perché è un collega che si è fatto male». Poco prima era finito a terra carico di borracce Moreno Moser: il trentino della Cannondale è riuscito a risalire in sella, per lui contusioni a gomito, anca e ginocchio destri. Poi, la maxi-caduta a meno di un chilometro dal traguardo, nella quale sono rimasti ammaccati – riuscendo comunque ad arrivare al traguardo – Tyler Farrar (Garmin Sharp), Elia Viviani (Cannondale) e Sonny Colbrelli (Bardiani). Il premio Oscar della sfortuna spetta sicuramente al veronese, che era già partito da Modena dopo due giorni di febbre. «Giorno di riposo bruciato, ma oggi si parte», aveva rivelato il veneto in mattinata con un tweet. Comprensibile il suo disappunto al traguardo: «Non so sinceramente cosa sia successo, mi sono ritrovato Farrar a terra di traverso, evitarlo a quella velocità era impossibile. Sono andato a terra e diversi avversari mi sono finiti con la bicicletta nella schiena, infatti sono pieno di botte». «Cercherò di recuperare per domani, dopo essere partito con 38 di febbre non ho certo voglia di ritirarmi per una caduta – conclude Viviani – Io continuo a pensare di poter battere Bouhanni, ci sono ancora occasioni per farlo».(m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA