Sulle lapidi, nome dopo il cognome

Al cimitero le lapidi del caro estinto devono riportare prima il cognome e poi il nome, nonostante sia buona regola ovunque fare il contrario. La stranissima scoperta l'ha fatta Renato Zennaro di Carpenedo che ha segnalato il caso sia al nostro giornale sia all'assessore comunale Gianfranco Bettin che promette di verificare la questione con gli uffici. «Ottenuto in concessione un cinerario nel nuovo complesso Rotonda del cimitero di Mestre, dove ho riunito i resti di mia madre e mio padre, mi sono recato da un marmista per la lapide. Oltre a illustrarmi varie disposizioni su dimensioni delle foto, carattere e colore delle iscrizioni, dimensioni e posizione per eventuale vaso per fiori o lampada votiva, il marmista mi ha fatto presente che le generalità dei defunti dovranno essere scritte nell'ordine cognome, sopra, e nome, sotto», spiega Zennaro. Tutto vero, confermano anche i gestori di onoranze funebri: Veritas ha previsto nuove disposizioni sulle lapidi, su foto, formati e iscrizioni per mettere ordine nella selva dei "desiderata" dei parenti del caro estinto. Zennaro mal digerisce l'obbligo e chiede lumi al nostro giornale. «In vita, mia madre e mio padre sono sempre stati Agnese Caramello e Bruno Zennaro. Vorrei poterli ricordare così anche adesso che non ci sono più». Questa è una questione di galateo linguistico: come spiega l'Accademia della Crusca, è buona prassi della lingua italiana mettere prima il nome e poi il cognome. «L'ordine inverso non va mai usato nelle firme; può essere necessario impiegarlo quando il nome vada inserito in un elenco alfabetico, come l'elenco telefonico». E non è il caso del cimitero.(m.ch.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA