TRASPARENZA TRA PMI E ISTITUTI

di ANTONIO PROTO L'ultima indagine condotta dalla Banca Centrale Europea sull'accesso al credito delle piccole e medie imprese nell'area dell'euro (Survey on the access to finance of small and medium-sized enterprises in the euro area, novembre 2013) evidenzia come il 50% delle imprese italiane giudica "pressante" tale problema. Le imprese italiane segnalano inoltre una forte riduzione della disponibilità di prestiti bancari rispetto a quanto dichiarato dalle imprese degli altri paesi dell'area euro. Per favorire l'accesso al credito è allora necessario aumentare la trasparenza nei rapporti con le banche, attraverso una più efficace rappresentazione dei fattori che determinano le performance future delle imprese. È questo uno degli obiettivi del progetto Evlia, che intende sviluppare e diffondere una metodologia in grado di valorizzare gli asset intangibili delle piccole e medie imprese.L'idea alla base del progetto, coordinato dalla Camera di Commercio di Venezia e a cui partecipano Regione Veneto, Università Ca' Foscari Venezia e partners di otto paesi dell'Europa dell'Est (Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Romania, Serbia, Slovenia, Ungheria), è che il capitale umano, l'organizzazione, la proprietà intellettuale e il sistema di relazioni esterne, rappresentano le variabili critiche per il successo delle piccole e medie imprese e che l'informazione sugli asset intangibili può migliorare i processi di valutazione e di concessione del credito da parte delle banche. La metodologia sulla valorizzazione degli asset intangibili, assieme alla presentazione dei primi risultati del progetto e a un esame del ruolo che il sistema bancario attribuisce all'informazione qualitativa nella valutazione del merito creditizio, sono i temi oggetto del meeting che si terrà domani a Venezia presso la Regione Veneto (palazzo Grandi Stazioni). Durante il meeting saranno anche presentati i risultati dello studio condotto dalla Ue sulla valutazione della proprietà intellettuale.