L'Aepe chiede la revisione dei plateatici

BURANO «Abbiamo già chiesto all'amministrazione comunale di rivedere la delibera 259 sui plateatici, perché nella sua attuale possibile applicazione, sarebbero a rischio non solo i tavolini dei locali di Burano, ma l'80 per cento di quelli dell'intera città storica». Il segretario dell'Aepe, Ernesto Pancin, commenta così la situazione dopo l'appello lanciato dal consigliere comunale Davide Tagliapietra per la problematica legata alla sola isola di Burano. La delibera in questione, impone che ci siano almeno quattro metri di fondamenta libera tra i tavoli posti a ridosso del muro del locale e quelli sull'argine lagunare. A Burano tutti i locali in queste condizioni potrebbero vedersi ridurre il plateatico, ma la questione comprende tutta l'area insulare a eccezione di Lido e Pellestrina, isole stralciate dalla norma perché hanno regolamentazioni differenti. Il consigliere comunale del Pd, aveva sottolineato la necessità che la Giunta rivedesse il provvedimento, ricordando che da due anni la Municipalità del centro storico doveva redigere un "pianino" adatto a Burano, cosa che però ancora non era arrivata sui banchi di Ca' Farsetti. Da qui una mozione per evitare almeno una applicazione della delibera 259 a Burano in tempi brevi. «Siamo certi che l'Amministrazione ci ascolterà, e che andrà a fare delle modifiche alla delibera 259", aggiunge Pancin, «anche perché in ballo ci potrebbero essere 10-12 mila posti di lavoro nei locali veneziani, e vista l'attenzione che il Comune ci mette nella garanzia del posto di lavoro, immaginiamo che faranno il possibile per evitare situazioni a rischio per molti dipendenti. Va ripensata l'intera partita dei plateatici; forse la delibera 259 è stata fatta con leggerezza, ma non è quello che serve realmente alla nostra città». Simone Bianchi