Truffavano le Poste, in dieci a giudizio

di Giorgio Cecchetti wPORTOGRUARO Associazione a delinquere finalizzata ad una truffa estesa in tutta Italia, una truffa che alle Poste Italiane è costata 422 mila euro. A capo della banda, stando alle accuse, c'erano Luca Pastrello (40 anni, di Musile) e Tobia De Antoni (35, Teglio Veneto), ma i due nulla avrebbero potuto senza l'appoggio del funzionario dell'Agenzia delle entrate di Portogruaro Gianni Fagotto (60 anni, Fossalta di Portogruaro), che deve rispondere anche di abuso d'ufficio. Ieri, il giudice veneziano Massimo Vicinanza ha rinviato a giudizio dieci persone per questi reati: dovranno comparire davanti al Tribunale di Venezia il prossimo 7 maggio. L'undicesimo imputato, Riccardo Tosetto (57 anni, Grumolo delle Abbadesse) ha raggiunto l'accordo con il pubblico ministero Federico Bressan per patteggiare una pena di un anno, otto mesi e dieci giorni di reclusione. Questi i nomi di coloro che finiranno sul banco degli imputati, oltre a Pastrello, Fagotto e Tobia De Antoni: Fabiola De Antoni, 30 anni e Tiberio De Antoni, 59 anni, entrambi di Teglio Veneto; Pierino Rossit, 53 anni di Portogruaro; Arcadio Zoccolan, 48 anni di Portogruaro; Filippo Carrieri, 45 anni di Taranto; Nicola Dimauro, 49 anni di Santeramo in Colle (Bari); Mauro Carbotti, 49 anni di Grottaglie (Taranto). Pastrello e Tobia De Antoni avevano organizzato il trucco per bene: grazie alla complicità di Fagotto erano riusciti ad ottenere ben 139 codici fiscali intestate a persone inesistenti e con quelli, aggiungendo altra documentazione fasulla, erano riusciti ad aprire 102 conti correnti in altrettanti Uffici postali del veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Lombardia, dell'Emilia Romagna, della Puglia e della Basilicata. In 81 casi erano riusciti ad avere prestiti, da un minimo di quattromila a un massimo di 10 mila euro, ed avevano emesso assegni, in questo modo sarebbero arrivati a sottrarre alle Poste 422 mila euro. Pastrello, ad esempio aveva assunto ben 46 diverse identità, riuscendo a farsi intestare 38 conti postali ottenendo 192 mila euro, mentre Tobia de Antoni aveva assunto 40 diverse identità portando a casa 174 mila euro. Oltre a loro due avevano aperto conti in vari Uffici postali anche Tiberio De Antoni, Riccardo Tosetto, Filippo Carrieri, Nicola Dimauro e Mauro Carbotti. Gli altri imputati, Fabiola De Antoni, Pierino Rossit e Arcadio Zoccolan, invece, avevano contribuito presentandosi all'Agenzia delle Entrate per ottenere i codici fiscali intestati a persone inesistenti, codici da utilizzare alle Poste per aprire i conti correnti. L'inchiesta era partita da Treviso, a seguito della scoperta del raggiro messo a segno ai danni dell'ufficio centrale delle Poste di piazza Vittoria. L'intuizione di un maresciallo dei carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura, il quale ha scoperto che dietro a quella che sembrava una «banale» e piccola truffa si nascondeva in realtà qualcosa di molto più esteso e articolato, ha permesso di scoprire analoghi colpi ai danni di molti altri uffici postali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA