Ora disposizioni più strette per le proteste "antagoniste"

Quanto successo sabato a piazzale Roma preoccupa non poco le forze dell'ordine. Infatti non si ricordano episodi simili da decenni. Eppure situazioni a rischio ce ne sono state, in passato. Ad iniziare dalla manifestazione contro Haider, il politico di estrema destra, a Jesolo, a fine anni Novanta. Altri momenti di tensioni tra forze dell'ordine e "tute bianche", "disobbedienti", "no-global" e "antagonisti" ci sono stati durante la guerra nella ex Jugoslavia, nel periodo del processo ai Serenissimi e per le morti al Petrolchimico quando da più parti si chiedeva di chiudere gli stabilimenti di Porto Marghera e riconvertire le aziende. Scaramucce ne sono avvenute parecchie. Ma oltre al lancio di petardi e al rovesciamento di cassonetti dell'immondizia da una parte e qualche lacrimogeno e manganellata date dall'altra, a Venezia e provincia non si è mai andati oltre. Il buon senso ha sempre avuto il sopravvento. Anche quando un magistrato aveva ordinato lo sgombero del centro sociale Rivolta e i "disobbedienti" avevano costruito barricate per impedirne l'accesso. Se da una parte i manifestanti dicono di essersi difesi, dall'altra le forze dell'ordine sostengono che i manifestanti sono arrivati in piazzale Roma per cercare lo scontro. Tanto che hanno pure cercato di aggirare lo sbarramento sul ponte di Calatrava, per arrivare davanti alla stazione dal ponte degli Scalzi. Scontri ci sono stati pure in calle San Simeon. Il gran numero di bombe carta lanciate e i fumogeni fanno dire alla Digos che lo scontro era stato premeditato. Ma soprattutto che d'ora in poi le disposizioni da parte del questore nei confronti delle manifestazioni a Venezia degli "antagonisti", saranno molto più strette. Anche perché, spiegano in questura, è venuto meno qualsiasi rapporto di fiducia con i vari interlocutori che di volta in volta firmano le richieste per le manifestazioni. (c.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA