Distretti, export a più 3,6% ma la corsa sta rallentando

PADOVA Tredicesimo trimestre positivo per l'export dei 23 distretti veneti. Leggendo tra le righe dell'ultimo Monitor dei distretti triveneti di Intesa Sanpaolo, però, si scorgono segnali non del tutto rassicuranti per il fattore (le vendite all'estero) che fin qui ha permesso al sistema economico regionale di limitare i danni. In primis perché sia nel solo secondo trimestre dell'anno in corso sia, complessivamente, nell'arco dei primi sei mesi, i distretti veneti hanno registrato una crescita allineata a quella nazionale. Per non dire leggermente inferiore. Più 3,6% l'export dei poli produttivi regionali (4,5 miliardi in valore) contro la crescita del 3,9% registrata a livello nazionale; più 2,9% il dato veneto del primo semestre contro il 3% nazionale. Inoltre, va detto che non è bastata l'ennesima crescita per far scorgere segnali di vitalità da un polo rilevante (anche dal punto di vista occupazionale) come quello del tessile abbigliamento di Treviso. Il polo che ruota intorno a due grandi marchi come Benetton e Stefanel ha registrato un calo del venduto all'estero del 9,6% che, in valore assoluto, vale 17,5 milioni di ricavi in meno rispetto al secondo trimestre del 2012. Non va sottovalutato, inoltre, che nell'ambito di uno scenario geografico che ha visto buone performance (+6%) sui nuovi mercati (Emirati Arabi, Hong Kong, Vietnam, Arabia Saudita e Russia) si è tornata a registrare una lieve crescita (+2,2%) nei mercati tradizionali grazie ai recuperi emersi in Francia, Portogallo e Spagna con buoni contributi anche di Stati Uniti, Regno Unito e Svezia. Il problema sta nel fatto che in Germania l'export dei poli veneti è rimasto lievemente negativo, soprattutto in ragione del fatto che il mercato tedesco è il principale (se non addirittura esclusivo) approdo estero della maggior parte delle piccole imprese venete. Detto questo, va anche sottolineato che 18 distretti veneti su 23 hanno chiuso in secondo trimestre in crescita e come tra questi ci siano delle vere e proprie eccellenze. Cinque i distretti che hanno superato la boa di metà anno con crescite a doppia cifra. Si tratta dell'Inox valley di Treviso (+13,2% con export a 196 milioni) trainata da Germania, Francia, Est Europa ed Emirati; calzatura sportiva di Montebelluna (+13,6% dopo un 2012 in netta difficoltà); prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+16,7%) che si conferma migliore distretto vitivinicolo negli ultimi 10 anni; carni di Verona (+10,9%) grazie alle evoluzioni favorevoli in Francia, Austria, Germania e Regno Unito; ceramica artistica di Bassano del Grappa (+22%). Non tutte le "nicchie", però, sono isole felici. Il caso emblematico è quello del vetro artistico di Murano. Nel secondo trimestre il polo veneziano del vetro ha fatto registrare la flessione delle vendite oltre confine più accentuata tra tutti i distretti veneti: -11,3%, con ricavi esteri scesi da 27 a 24 milioni. Matteo Marian @matteomarian ©RIPRODUZIONE RISERVATA