Domani l'ultimo saluto a Silvia Gobbato

UDINE Nuovi particolari emergono dalle indagini su Nicola Garbino, il 39enne di Colugna reo confesso dell'omicidio di Silvia Gobbato. Nei giorni precedenti al delitto aveva compiuto dei sopralluoghi nel parchetto del Cormor, dove giusto una settimana fa si è consumato l'efferato crimine. Resta da capire se lui, la vittima, l'aveva individuata prima di entrare in azione, oppure se l'abbia scelta a caso. In un primo momento gli inquirenti non hanno nemmeno escluso che vittima e carnefice si fossero conosciuti, magari in qualche udienza in tribunale. Prove che potrebbero rivelarsi "regine" anche in fase processuale, almeno questo è quello che auspicano i carabinieri guidati dal capitano Fabio Pasquariello. A proposito: tra pochi giorni Pasquariello sarà trasferito a Trieste. L'anno scorso, nell'agosto 2012, furono lui e i suoi uomini a identificare gli assassini dei coniugi Rosetta Sostero e Paolo Burgato. (r.p.) di Rosario Padovano wSAN MICHELE È stato rilasciato il nulla osta alla sepoltura di Silvia Gobbato, la 28enne praticante di San Michele uccisa mentre faceva jogging a Udine da Nicola Garbino. Intanto la famiglia resta chiusa nel suo silenzio composto: Chiedo scusa, ma per una forma di rispetto, non ci sentiamo di dire nulla, grazie. Il cellulare di Adriano Gobbato domenica è squillato a lungo a vuoto, comprensibilmente. Però a una certa ora, verso le 21, è stato lui stesso a chiamare. Colpisce molto la richiesta di scuse pronunciata dal padre di Silvia, che assieme alla moglie Cinzia e a Paolo si è chiuso in un dolore composto, racchiuso nelle mura di famiglia; lontano dai riflettori e dagli isterismi che hanno caratterizzato altri casi di cronaca divenuti di indigesto chiacchiericcio quasi volgare. Nei modi opportuni, entro breve, verrà data comunicazione delle esequie – ha riferito ancora Adriano Gobbato – di più non posso riferire. E quelle date del rosario e del funerale, alla fine, sono arrivate. Il rosario in suffragio è stato fissato per questa sera, martedì, alle 20, nella chiesa arcipretale di San Michele Arcangelo in piazza San Pio X a San Michele, dove la giovane avvocatessa risiedeva con la famiglia. Mercoledì alle 15.30 saranno celebrati lì i funerali. A officiare le cerimonie religiose sarà il parroco di Bibione e vicario foraneo don Andrea Vena, originario di Porcia. La famiglia Gobbato, che abita in una villetta nella non lontana via Marango, sulla strada che collega Latisana alla rotatoria per Bibione, è molto religiosa. Chissà quante volte anche in compagnia di Silvia si sono recati alla Messa domenicale. Parlare di perdono può sembrare, in questo momento specialmente, fuori luogo per chi non è addentrato nella vicenda e soprattutto per chi non professa fede. Ma lo stesso don Andrea Vena ha invitato nei giorni scorsi a pregare anche per l'assassino di Silvia e della sua famiglia. Non è la prima volta che don Vena invita a porgere l'altra guancia. È capitato anche in altre dolorose circostanze, a seguito di incidenti stradali o disgrazie che hanno visto il coinvolgimento di terzi. E a San Michele tutti i residenti, proprio tutti, stanno ammirando la grande forza d'animo della famiglia Gobbato. Previste per il funerale centinaia e centinaia di persone. Mobilitata la Protezione civile e i vigili urbani. Domani sarà lutto cittadino, i negozi resteranno chiusi. Intanto la gente di San Michele continua a interrogarsi su quanto accaduto. C'è molta discrezione. Nessuno con le parole vorrebbe ferire ulteriormente la sensibilità della famiglia Gobbato, così duramente provata. È un dolore troppo grande quello che proviamo – sostiene una donna che si immedesima in Cinzia e Adriano – sono forti e mi sembrano addirittura sereni, composti. Credo siano sorretti da una grande fede. Ma è anche una vicenda che non fa dormire sonni tranquilli. Il male si è spinto fino al punto da colpire una donna brillante, mentre stava dedicandosi all'attività fisica, al benessere esteriore e anche interiore. Credo – afferma un'altra signora di San Michele – che qui ci troviamo di fronte a un caso di omicidio premeditato. Lui in tasca aveva due coltelli. Questo mi fa pensare che lui volesse proprio uccidere. Sarà, ma perché proprio Silvia? Perché? ©RIPRODUZIONE RISERVATA