Sindacati uniti: «Equità e lavoro»

VICENZA Il Veneto dei cassaintegrati, dei senza lavoro. Le facce dimenticate della gente comune che riesce comunque a sbarcare il lunario con meno mille euro al mese, quando va bene. I lavoratori iscritti a Cgil, Cisl e Uil hanno invaso in oltre diecimila piazza dei Signori a Vicenza. Edili, chimici, meccanici, pubblica amministrazione. Erano rappresentate tutte le categorie del mondo economico che da anni fanno i conti con disoccupazione, licenziamenti. E rieccheggiava un'unica richiesta: «Lavoro». Vicenza si è svegliata presto con i fischietti di migliaia di partecipanti ad un corteo che invaso il centro storico. Se per i sindacati c'erano ventimila persone ( le forze dell'ordine si sono fermate ad oltre 10 mila) è stato comunque un appuntamento di quelli che si ricorderanno. Una manifestazione che si è rivelata una rivincita importante. Ha smentito una vulgata secondo la quale i conflitti all'interno del sindacato avrebbero scalfito la credibilità delle parti sociali, invece da Vicenza è partito il segnale della riconciliazione, dell'attenzione attorno alle tematiche forti del lavoro, dell'occupazione, dello sviluppo, dei giovani, delle energie rinnovabili, della crescita, dell'industria e della pubblica amministrazione. Cgil, Cisl e Uil hanno ritrovato la strada dell'unitarietà. Certo, ognuno con alcune diversità di fondo, ma hanno saputo portare in piazza migliaia di lavoratori. «Così tanti» ricorda Marina Bergamin, segretaria provinciale della Cgil « li abbiamo visto solo nell'ottobre del 2003 quando si parlava di articolo 18». Ha iniziato a parlare Gerardo Colamarco, segretario regionale della Uil. «Basta con il femminicidio, dobbiamo reagire a tutto quello che sta infestando questo paese. Dobbiamo sostenere la crescita con investimenti nella scuola pubblica, nell'università, nella ricerca». Applausi, bandiere che sventolano e, intanto, i lavoratori continuano a sfilare lungo corso Palladio. Molti sono sotto la basilica e nelle vie attigue. Si alzano i cartelli che chiedono "Lavoro, giustizia, equità" qualcuno intona "Bella Ciao". Ci sono le casacche verdi dei sindacalisti Cisl con scritto il nome del sito. Un passo dei tempi come i telefonini che riprendono i volti, la piazza. «Lavoriamo per l'equità» ha detto Emilio Viafora, segretario regionale Cgil «dobbiamo reiventarci un percorso unitario che sappia mettere l'occupazione al primo posto, definire una politica industriale che rilanci la produzione». E ancora turismo, green economy, ammortizzatori in deroga, sanità, non autosufficienza. A puntare il dito contro la politica Franca Porto segretaria regionale Cisl quando si sofferma sulla Regione. «Che magari va meglio di altre, ma che da sei mesi è ferma. Pronta solo a contare i voti».