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Foto perfette, scattate utilizzando una reflex 6x6: dal negativo quadrato, in fase di stampa, una ulteriore "reinquadratura" dell'oggetto, funzionale alla pagina della rivista e il gioco è fatto. Nasce così il mito delle foto firmate "Casali-Domus", un connubio durato un trentennio tra Giorgio Casali e la rivista cult di architettura e design. Ora lo Iuav di Venezia – in collaborazione con i Musei Civici di Verona e la rivista Domus – ha organizzato una mostra e un convegno proprio per rendere omaggio a Giorgio Casali (1913 -1995), figura centrale della storia della fotografia del Novecento. Curata da Angelo Maggi e Italo Zannier, la mostra "Giorgio Casali fotografo. Domus 1951-1983. Architettura, design e arte in Italia" si inaugura oggi alle 14 nella sala espositiva dello Iuav all'ex Cotonificio di Santa Marta. Subito dopo, alle 15, all'Auditorium, l'incontro di studio su Casali, per parlare dell'uomo, dell'artista, ma anche del lavoro di catalogazione in corso da parte dell'Archivio Progetti dello Istituto di architettura, che ha acquisito il Fondo Casali nel 1998 direttamente dagli eredi del fotografo. La mostra (aperta fino al 14 giugno) è uno dei primi risultati dell'ampio e complesso lavoro che si sta effettuando ed ha già avuto il suo battesimo a Verona, da febbraio ai primi di maggio, in un allestimento più ampio ospitato al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri. Ora l'esposizione si è trasferita, sdoppiandosi: una parte è arrivata a Londra, all'Estorick Collection of Italian Modern Art, dove rimarrà fino all'8 settembre; l'altra parte a Venezia, all'ex Cotonificio, perché è ferma intenzione dei curatori e degli operatori dell'Archivio Progetti coinvolgere e attirare l'attenzione della comunità scientifica e studentesca sul lavoro di Giorgio Casali. Per oltre un trentennio, dal 1950 a metà degli anni Ottanta, dire Casali e dire Domus è stato la stessa cosa. Con i suoi scatti il fotografo ha narrato la parabola ascendente del Made in Italy lavorando fianco a fianco con tutti i maggiori architetti e designer che necessariamente ruotavano attorno alla rivista-simbolo ideata da Gio Ponti. L'incontro decisivo con Ponti risale al 1951: Casali fotografa per lui la sedia "Superleggera" ed inizia così uno straordinario rapporto professionale che lo legherà strettamente alla rivista Domus, a cui il design italiano deve buona parte della sua fortuna. La mostra è allestita completamente con i materiali del Fondo Casali, conservato presso l'Archivio Progetti dell'Università Iuav assieme agli altri fondi archivistici (una trentina in tutto) acquisiti secondo una precisa linea di interesse per gli studi e la ricerca dell'Ateneo. Silva Menetto ©RIPRODUZIONE RISERVATA