Anche gli uccelli si adattano a vivere in città

Una delle caratteristiche più interessanti dell'Atlante ornitologico del Comune è quella che all'interno non si registra solamente la presenza degli uccelli più speciali – come i fenicotteri che da qualche anno hanno iniziato a ripopolare alcune zone del litorale – ma anche i compagni di tutti i giorni, come la "seegheta" , il colombaccio, il picchio rosso diventato una presenza fissa, i fagiani che si vedono sempre più spesso transitare nella zona di San Giuliano e persino le galline e i galli abbandonati dai Sinti nel vecchio campo che dava da una parte in via Vallenari e dall'altra in via Buozzi, che abitano tranquillamente una zona urbana della città al confine tra Favaro e Carpenedo. Tanto da ingenerare un dibattito tra i residenti del quartiere: ad alcuni piacciono, ad altri meno e c'è chi li sfrutta pure per rivenderne le uova. Insomma, un lavoro, quello realizzato in cinque anni, dal 2006 al 2011, da 155 ricercatori e 27 rilevatori coordinati da Mauro Bon, dirigente del Museo di Storia Naturale, davvero mastodontico oltre che certosino. Perché le tante persone impegnate in questa impresa sono arrivare davvero "dappertutto". Ecco perché il pubblico che ieri sera si è riunito al municipio a Mestre ad ascoltare il direttore del Museo, assieme ad Emanuele Stival, specialista in foto naturalistiche, che ha realizzato centinaia di appostamenti per l'atlante e Macri Puricelli, giornalista, curatrice di blog dedicati al mondo animale ma soprattutto amante della natura e di chi la abita, è rimasto piacevolmente stupito. 240 le specie censite, 115 le nidificanti, 142 le schede relative agli uccelli svernanti, 60 relative ai periodi migratori, ben 70 mila i dati raccolti e incasellati, che andranno a far parte del patrimonio cittadino. E dunque si può scoprire, sfogliando il volume, che nell'area urbana ci sono ben 115 specie che si riproducono, più che in altre città dello Stivale, che la rondine a differenza della media nazionale, dove è in calo, è uno degli uccelli più diffusi e che galli e galline vivono tranquillamente in città come fossero gatti, ma anche che ci sono alcune aree agricole tra Favaro, Dese e Tessera, dove gli uccelli spopolano. E la buona notizia, confermata anche da Mauro Bon: più cresce il bosco e crescono i parchi, più le specie aumentano e si trovano bene in città. Marta Artico ©RIPRODUZIONE RISERVATA