Il caso O'Brien è sul tavolo del Papa

ROMA A pochi giorni dall'inizio del conclave, per il quale è ancora atteso il motu proprio che il papa potrebbe firmare per anticipare la data, un nuovo potenziale scandalo scuote il Vaticano. Il cardinale scozzese Keith O'Brien, il più alto porporato britannico, che domani partirà per Roma per partecipare all'elezione del nuovo pontefice, è accusato di «comportamento inappropriato» nei confronti di tre sacerdoti e un ex sacerdote. Il nuovo, scottante, dossier è sul tavolo di Benedetto XVI: «Il Papa è informato sul problema e la questione è ora nelle sue mani», ha confermato ieri il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. O' Brien respinge le accuse, annunciando che ricorrerà all'assistenza legale, ma ieri ha preferito non celebrare la messa prevista nella cattedrale di Edimburgo. Per il pontefice gli ultimi giorni del pontificato, con la preparazione della grande udienza finale di mercoledì, continuano a essere disseminati di spine. Oggi, secondo indiscrezioni dei giorni scorsi, il papa potrebbe incontrare i cardinali Herranz, Tomko e De Giorgi, autori dell'inchiesta sulla fuga di notizie nota come Vatileaks. Intanto, mentre Roger Mahony, l'ex arcivescovo di Los Angeles accusato di aver coperto 129 casi di abusi compiuti nella sua diocesi, annuncia su Twitter di essere pronto a volare in Italia per il conclave («Poche, brevi ore prima della mia partenza per Roma»), Antonhy De Marco, avvocato di una delle vittime, rivela che al suo ritorno il porporato dovrà essere nuovamente interrogato. «Il tempo a disposizione sabato scorso non è stato sufficiente per porre al cardinale tutte le domande necessarie» spiega il legale. A difendere il diritto di Mahony a partecipare al conclave è stato ieri l'arcivescovo di New York Timothy Dolan, considerato uno dei papabili, ma anch'egli interrogato mercoledì scorso in relazione agli abusi sessuali commessi dai sacerdoti di Milwaukee, sua ex diocesi: «È un cardinale e per questo ne ha tutto il diritto». Secondo Dolan, inoltre, le voci sull'esistenza di un dossier segreto dietro le dimissioni del papa, definite invece «un gesto di grande umiltà», sono «solo speculazioni». Ieri il responsabile della comunicazione dei Sacri palazzi, Greg Burke, ha invitato nuovamente i media alla calma: «Non tutti scrivono falsità, ma ci sono mezze verità, molte cose senza fonti, opinioni mascherate dai fatti». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA