Elettricista di 54 anni scivola nell'Adige e annega

di Diego Degan wCAVANELLA D'ADIGE Cosa avrà pensato Maurizio Lorenzetto mentre cadeva dall'argine e le fredde acque dell'Adige si richiudevano su di lui? Quando il suo corpo, ormai privo di vita, è stato ripescato dai vigili del fuoco e dagli altri soccorritori accorsi sul posto, «l'espressione del viso era serena» riferisce un collega di lavoro «forse ha avuto un malore e non si è accorto di nulla». Erano le 11.30 di ieri quando l'uomo, 54 anni, elettricista programmatore, dipendente di Sistemi territoriali spa, in servizio alla conca di navigazione di Cavanella, stava compiendo uno dei suoi soliti giri d'ispezione. Era arrivato, come sempre, alle otto di mattina, il sella al suo scooter (non aveva la patente per l'automobile) e avrebbe dovuto rimanere in servizio fino alle cinque. Come sempre aveva salutato i colleghi e ognuno si era diretto a compiere le sue incombenze. Pochi minuti prima aveva scambiato alcune battute con un collega e, in quel momento, si stava dirigendo verso un gruppo di pompe appena installate per verificarne il funzionamento. Il suo lavoro, infatti, consisteva nel programmare aperture e chiusure delle paratie, in base alle necessità della giornata, e controllare che tutto il complesso delle chiuse e delle pompe funzionasse a puntino, che non ci fossero intoppi o guasti di alcun genere, soprattutto nei nuovi impianti che, giorno dopo giorno, vengono realizzati nel cantiere che serve a potenziare la capacità delle conche allo scopo di accogliere imbarcazioni sempre più grandi. Nel percorso che Lorenzetto doveva compiere c'era un cancello da aprire ma lui, come aveva fatto tantissime altre volte, aveva scavalcato una ringhiera, per non dover tornare in ufficio a prendere la chiave. Pochi passi su un cordolo di cemento e poi la caduta in acqua. Nessuno l'ha sentito gridare, nessuno ha visto la scena. Un'ora dopo i colleghi hanno visto il corpo che galleggiava e hanno chiamato immediatamente i soccorsi. Pompieri, carabinieri e Suem sono giunti in forze ma per Maurizio Lorenzetto non c'era più nulla da fare. Aveva ancora gli occhiali indosso, particolare che fa pensare che non abbia lottato per rimanere a galla. Uno che, come lui, non sapeva nuotare, si sarebbe dibattuto, agitato, scomposto, avrebbe perso gli occhiali. È possibile, quindi che la sua caduta non sia stata uno scivolone, ma un vero e proprio mancamento dovuto a un malore. Una risposta certa potrà venire solo da una eventuale autopsia. Ma la tragica caduta in acqua è stata sicuramente un incidente: lo testimoniano le riprese delle telecamere di sorveglianza che hanno immortalato gli ultimi secondi della vita di Lorenzetto: quel passaggio oltre la ringhiera che doveva accorciare un tragitto d'ispezione e che, invece, lo ha fatto diventare eterno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA LASCIA IL TUO RICORDO SUL SITO WWW.NUOVAVENEZIA.IT