Alla Giudecca il centro di documentazione sulla famiglia Trentin

Al Centro di documentazione e di ricerca Trentin aderiscono sedici associazioni ed istituti, dall'Anpi di Venezia e Treviso al Centro studi Gobetti di Torino, dal Centro studi Silvio Trentin di Jesolo alla Fondazione Di Vittorio di Roma. Il Comitato di gestione è composto da 17 persone, tra cui Iginio Ariemma, Marcello Basso, Guglielmo Epifani, Mario Isnenghi, Maria Teresa Sega. Il Comitato scientifico è composto da Giulia Albanese, Giovanni De Luna, Alessandro Casellato, Antonella Trentin e altri. Per il Centro culturale «Renato Nardi» giudecchino dell'anno 2012 è Nuria Schoenberg, figlia del grande musicista austriaco e moglie di quello veneziano Luigi Nono. Da quando il marito è morto si è dedicata all'opera musicale del marito, curando e rendendo visitabile agli studiosi l'archivio del musicista veneziano, che si trova proprio alla Giudecca. Il premio le verrà consegnato oggi alle 11 dal presidente del Centro culturale Luigi Giordani nella sede del Centro alla Giudecca. La cerimonia si inserisce nella settimana di iniziativa di carattere artistico e culturale a cominciare dal premio nazionale di pittura. Domani alle 18 sul tema «La riforma Fornero sarà utile per i giovani?» interverranno il deputato Pd Cesare Damiano, l'ex segretario Uil Pietro Larizza, il segretario provinciale Cgil Roberto Montagner e il segretario generale Cisl Lino Gottardello. Martedì, sempre alle 18, si parlerà della rete dei musei veneziani con Guido Guerzoni, Alfredo Bianchini, Mattia Agnetti, Cristian Valsecchi ed Enrico Tantucci. Mercoledì il tema sarà «La gondola: un servizio per la città» ci sarà l'assessore Ugo Bergamo, il presidente dei gondolieri Aldo Reato e Luigi Giordani. Infine, venerdì 5 ottobre alle 18, il sindaco Giorgio Orsoni trarrà un primo bilancio a metà del suo mandato. di Giorgio Cecchetti Centro di documentazione e ricerca non mancano, ma l'unicità di quello promosso dall'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea è che è dedicato a una famiglia, a Silvio, alla moglie Beppa e ai figli Giorgio, Franca e Bruno Trentin. «Personalità diverse», ha sostenuto ieri l'ex segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani a villa Heriot, alla Giudecca, «ma con un forte filo che lega le loro biografie. Sono tre gli elementi comuni tra loro: l'idea forte di libertà con la scelta conseguente di non piegarsi alla dittatura; l'importanza del valore dello studio, della formazione, della cultura in relazione al senso di responsabilità; l'essere cittadini di un luogo e contemporaneamente di un mondo vasto, di San Donà (dove era nato e cresciuto Silvio: ndr) e dell'Italia, italiani ed europei». Dopo la morte di Franca Trentin, deceduta a Venezia il 28 novembre di due anni fa, l'Istituto per la storia della Resistenza su sollecitazione dell'Associazione per la storia e la memoria delle donne in Veneto, che aveva ricevuto l'archivio da Franca, e dalla Fondazione Di Vittorio di Roma, che aveva ricevuto l'archivio di Bruno Trentin, ha ritenuto che Venezia non potesse non avere uno0 strumento che raccogliesse e valorizzasse la figura di Silvio e dei suoi figli e che il Centro documentazione e ricerca dovesse diventare il luogo di sintesi degli studi sui Trentin, un punto di riferimento in modo da superare la situazione di dispersione delle carte. Prima di Epifani, lo storico Mario Isnenghi ha ricordato le figure dei Trentin: di Silvio, che «il 24 dicembre 1925 soltanto assieme ad altri due docenti universitari in Italia, Gaetano Salvemini e Fancesco Saverio Nitti, lascia l'università, insegnava diritto pubblico a Ca'Foscari, e se ne va in Francia per non mettersi la livrea». Per Isnenghi si tratta di un «federalista anticipato», del «miglior possibile anti Alfredo Rocco, di colui che pensa ad una struttura di stato antiautoritario». Ma purtroppo, un infarto lo ha porta via nel marzo 1944: «Una morte intempestiva, altrimenti sarebbe stato protagonista della Costituente e della nuova Repubblica». Di Bruno, segretario prima della Fiom e poi, dal 1988 al 1994, della Cgil. Di lui, ha parlato Epifani, raccontando che ha cresciuto e formato una generazione di sindacalisti e definendolo il teorico «dell'autonomia della rappresentanza operaia in fabbrica». «In momento di grande crisi anche culturale come questo c'è bisogno di elaborazione di idee per il presente e il futuro quando la politica, se fatta bene ed onestamente, è solo buona amministrazione» ha spiegato l'assessore Andrea Ferrazzi. Giorgio Cecchetti ©RIPRODUZIONE RISERVATA