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MOSCA Oggi saranno indicati ufficialmente i nomi dei candidati alla guida della nazionale di calcio russo, dopo le dimissioni del coach olandese Dick Advocaat in seguito all'eliminazione della squadra negli ottavi di finale degli europei. Lo ha annunciato sul suo sito la Federazione calcio russa, negando che finora sia stato firmato qualsiasi contratto. Dopo la pubblicazione della lista dei "papabili", la Federazione inizierà le trattative con gli interessati. Nella lista, secondo quanto scrive la stampa russa, ci sarebbero due italiani, ovvero Fabio Capello (dato per favorito ed ex ct dell'Inghilterra), e Luciano Spalletti (oggi sulla panchina dello Zenit di San Pietroburgo), oltre che l'ex allenatore del Barcellona Pep Guardiola. Nei giorni scorsi il sito «Sports.ru», citando fonti del Ministero dello Sport, aveva scritto che il grande favorito per la panchina della Russia era Roberto Mancini, per annunciare l'arrivo del quale si sarebbe atteso solo il tempo necessario al tecnico per risolvere il contratto con il Manchester City. Per l'ex allenatore di Fiorentina, Lazio e Inter sarebbe stato pronto un contratto di sei anni, fino ai Mondiali del 2018 che si giocheranno proprio in Russia, a 7,2 milioni di euro a stagione, più del doppio di quanto guadagna attualmente al City (3,5 milioni di euro). Per Mancini anche una tutela non indifferente: in caso di esonero, la Federcalcio russa gli avrebbe garantito l'equivalente di tre anni di ingaggio, quindi oltre 20 milioni di euro. Ma tutto è saltato ieri sera, quando Roberto Mancini ha firmato il prolungamento di contratto con il Manchester City. L'ex tecnico dell'Inter ha resterà sulla panchina del club campione d'Inghilterra fino al 2017. «Sono lieto di dedicare tutto me stesso al Manchester City per altri cinque anni », ha detto Mancini secondo quanto si legge sul sito ufficiale del Manchester City. «L'opportunità di costruire qualcosa di importante sul nostro recente successo è enorme. Il Manchester City è un club di calcio fantastico, dal proprietario, al presidente, dal consiglio ai dirigenti, fino ai giocatori, staff e tifosi tutto è fantastico. Non vedo l'ora di misurarmi con le sfide che verranno». La partita a tre, in Russia, si gioca quindi oggi. Ma Guardiola è veramente in gioco?