Omim, fumata grigia a Roma

SAN DONA' Incontro a Roma per i sindacati, la Provincia ed il Comune sul caso Omim che al momento resta irrisolto e pieno di incognite. Ieri nella sede del ministero per lo Sviluppo Economico sono arrivati l'assessore provinciale al lavoro Paolino d'Anna, quindi l'assessore alle attività produttive del Comune, Ornello Teso, e i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sul tappeto, la questione del trasferimento di un reparto, per la produzione di cestelli metallici per elettrodomestici, che la proprietà tedesca della Omim vorrebbe trasferire, nella sede di Casale Monferrato, mettendo così a rischio 36 posti di lavoro. E' stato fissato un nuovo incontro giovedì a San Donà, quindi lunedì a Roma anche con la proprietà. La Fiom Cgil con il segretario Fabio Furlan è preoccupata: «Non abbiamo ancora certezze, se non che ci saranno altri due incontri. Quello di giovedì a San Donà sarà fondamentale per le decisioni finali». In Comune a San Donà, l'amministrazione comunale sta seguendo giorno per giorno la Omim. «Omim è un'azienda importante per la città - ha detto l'assessore Teso, che in questi giorni è sempre stato in movimento tra San Donà, Venezia e Roma - fa parte dell'industrializzazione del Sandonatese, ed è oggi di proprietà di una multinazionale. Rimane una parte fondamentale della crescita economica della città e del territorio. Oggi progressivamente perde il numero di occupati. Solo un anno e mezzo fa avevamo ottenuto un contratto di solidarietà, ma in questa fase i problemi si ripresentano. Sono 36 i dipendenti dovranno ora ricorrere agli ammortizzatori sociali. Il nostro impegno - conclude l'assessore - è lavorare affinché possano nascere nuove produzioni e aziende che portino occupazione nel Sandonatese, mai così in crisi come oggi». Il sindaco e presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, ha chiesto uno stato di crisi per il Veneto Orientale, paragonato oggi alla difficile situazione esistente a Porto Marghera. (g.ca.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA