Monti: nel vertice a tre si parlerà di giustizia

di Gabriele Rizzardi wROMA Giustizia e lotta alla corruzione fanno parte «a pieno titolo» del mandato del governo, che riguarda in primo luogo la «soluzione della crisi economica». Alla vigilia del decisivo vertice di maggioranza, che domani porterà a palazzo Chigi i segretari di Pd, Pdl e Terzo Polo, Mario Monti mette in riga Angelino Alfano che per tutto il giorno ha invece ripetuto che di giustizia (e Rai) si parlerà solo se resterà del tempo. Al contrario, il premier, durante la conferenza stampa convocata dopo l'incontro con Angela Merkel, dice chiaro e tondo che l'argomento dovrà essere affrontato. «E' doveroso che questo governo si occupi anche dei temi della giustizia» taglia corto il Professore, che durante il vertice cercherà di capire se in Parlamento ci sono i numeri per approvare una eventuale riforma. Alla Camera e al Senato, del resto, le sorprese sono sempre possibili. E la prova si è avuta anche ieri a Montecitorio, dove il governo è stato battuto per ben tre volte su due ordini del giorno e un emendamento presentati da Pdl e Lega al decreto semplificazioni, che è stato comunque approvato con 442 sì e 52 no (il provvedimento ora passa al Senato). Anche se sono mancati 23 voti del Pd per la protesta di Fioroni sulla norma per la scuola. Ma ieri a tenere banco è stato lo scontro continuo tra esponenti del Pdl e del Pd sugli argomenti che dovranno essere discussi con Monti. E l'annuncio di voler affrontare anche il nodo della Rai (il Cda scade il 28 marzo) preoccupa moltissimo i vertici del Pdl, che non possono correre il rischio di affrontare la campagna elettorale per le amministrative con un servizio pubblico "deberlusconizzato". «Secondo voi è più responsabile chi vuole parlare di lavoro e di accesso al credito o chi in questo momento vuole parlare di poltrone Rai e di questioni di giustizia?», chiede polemicamente Angelino Alfano, che poi aggiunge: «Se faremo in tempo ce ne occuperemo, se qualcuno vorrà occuparsene se ne occuperà...». E Fabrizio Cicchitto chiude a qualunque ipotesi di modifica della legge Gasparri sulla governance Rai: «Deve esserci una maggioranza che voglia cambiarla». Ce n'è quanto basta per scatenare la furiosa reazione dei vertici del Pd. «In due millenni di democrazia, questa è la prima legge scritta sul bronzo che non si può toccare» sbotta Bersani che rivendica il merito di aver chiesto a Monti di procedere con gli incontri a tre e lascia a Pier Ferdinando Casini l'opportunità di ricordare ai vertici del Pdl che l'agenda degli incontri la fa Monti: «Noi bambinate non ce le possiamo permettere. Bisogna collaborare per il bene del paese. Se c'è chi pensa che l'emergenza sia finita dopo 3 mesi, non ha capito niente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA