«Un centro vivo, non solo un museo»


Presidente Giuliano Segre, domani viene premiato il vincitore del concorso internazionale di architettura per M9: siamo a un punto di arrivo e un nuovo punto di partenza?
«Il progetto è fatto di stadi successivi, la progettazione andrà avanti. Il progetto definitivo avrà bisogno di altri passaggi, di affidamento del piano e dei lavori. Quelli che vedremo sono i progetti preliminari».
I tempi?
«Gli stessi che ho detto più volte: il progetto entro il 2011, nel 2014 sarà finito».
Per Mestre però M9 è una rivoluzione. Il «museo di Mestre» è nato inizialmente come approdo futuro dell'enorme materiale raccolto per la mostra «Mestre Novecento» al Candiani, una fotografia storica della città di terraferma - dai piani urbanistici all'industria, dagli album di famiglia agli archivi pubblici e privati, per documentare la trasformazione di Mestre da villaggio rurale ad agglomerato di cemento negli anni '50-'60 sino alle sfide della metropoli del Nordest - il progetto si è raffinato non solo come idea espositiva ma nella concezione stessa di «museo».
M9 per Mestre è subito apparso come una novità enorme, l'accostamento di due parole come 'museo" e 'Mestre" è inedito.
«Mestre ha anche altri progetti rivoluzionari - riprende Giuliano Segre, presidente della Fondazione di Venezia, organizzatrice e 'anima" dell'evento - come i piani per l'area dell'Umberto I. Io spero in una qualificazione della città. Non mi piace dire 'museo di Mestre", M9 è una sintesi rispetto a temi diversi. Mestre, nella sua dimensione urbana, attende degli impianti culturali contemporanei. M9 non sarà mai un elemento statico, la tecnologia informatica permetterà una riedizione continua degli allestimenti: non è un quadro di Canaletto. I modelli sono i moderni musei della scienza, dove l'evoluzione scientifica si presenta essa stessa. Non avrà mai un giorno di inizio ma un continuo trasformarsi».
L'ex sindaco Massimo Cacciari ha usato un'espressione chiara per definire M9: non saranno «due coccetti» in mostra.
«E io ho definito M9 più Gardaland che museo: richiederà una partecipazione non passiva ma attiva. Fortunatamente il rapporto con le due Università veneziane è proficuo. M9 non sarà solo il Museo del Novecento: avrà uno spazio espositivo per mostre temporanee, servizi didattici e formativi, una mediateca-archivio del Novecento, un auditorium, un centro di produzione culturale europeo».

Roberto Lamantea