Mira, al via l'elettrificazione della linea

MIRAAl via da dicembre sulla linea Mestre-Adria la completa elettrificazione del tratto che va da Mestre a Mira Buse. Un tratto di 11 chilometri sul quale dal primo dicembre correranno tensioni da 3600 volt. I lavori nei comuni di Venezia, Mira, Dolo e Spinea, di quello che poi diventerà il sistema metropolitano di superficie si completeranno entro l'inizio gennaio 2010. A febbraio invece partiranno le nuove corse. A spiegare l'intervento che precede l'attivazione dell'Sfmr fino a Mira Buse, sono il presidente di Sistemi Territoriali Michele Gambato e il direttore, l'ingegner Bruno Caleo. Intanto i comitati cittadini chiedono che i cantieri siano transennati e ci siano cartelli di pericolo di morte ben esposti. «Dal primo dicembre - chiariscono Gambato e Caleo - daremo corrente a 3600 volt nel tratto in questione. I lavori dureranno un mese per essere completati su tutto il tratto di 11 chilometri. Nelle stazioni di Oriago Porta Ovest, Oriago e Mira Buse, passeranno treni spinti dall'elettricità e non più solo da motori diesel. Per questa nuova propulsione abbiamo acquistato due nuovi treni pronti all'uso». Il servizio Sfmr è atteso da anni da parte dei residenti della Riviera e prevede il raddoppio delle corse da Mira Buse a Mestre sulla vecchia linea Mestre Adria. «Dopo l'elettrificazione abbiamo già previsto con la regione l'avvio del Sistema Metropolitano di Superficie a partire da febbraio. Con la nuova linea le corse aumenteranno del 40% rispetto ad ora». Attualmente le corse sulla Mestre Adria sono 24 al giorno. Alla fine si arriverà a 40. I comuni e i residenti preoccupati hanno chiesto di piazzare cartelli di avvertimento durante i lavori di elettrificazione della linea. Caleo e Gambato rassicurano: «In tutto il tratto - spiegano - saranno collocati decine di cartelli che invitano a non avvicinarsi alle condutture e a non toccarle per il pericolo di morte. Si dovrà anche evitare di toccare piante animali o oggetti che si trovano a contatto discontinuo con i conduttori».

(Alessandro Abbadir)