Trovati i depositi dei venditori abusivi

Cinquantamila pezzi tra giocattoli e articoli di pelletteria contraffatti e pericolosi per chi li utilizzava. Questa volta la Guardia di Finanza, partendo daivu' cumprà del centro storico, è arrivata ai grossisti di Mestre e Firenze. Negozi e laboratori che riforniscono gli abusivi che quotidiamente vendono lungo le calli. Sono arrivati a chi veramente guadagna con questo fenomeno.
I finanzieri della Tenenza di Venezia e i Baschi Verdi sono partiti dopo aver fermato quattro senegalesi - due in zona Accademia e due in Riva degli Schiavoni - mentre vendevano borse con marchi contraffatto di Chanel, Louis-Vuitton, Gucci e Fendi. Si trattava di merce ben fatta. Considerato il gran numero di pezzi a disposizone, i finanzieri hanno pensato che i punti di rifornimento fossero vicini. Ricostruendo i movimenti dei venditori abusivi, i militari hanno quindi individuato due negozi gestiti da cinesi - in via Aleardi a Mestre - dove i quattro si rifornivano. Nei due locali sono stati trovati 3.100 articoli contraffatti, in particolare borse ed altri accessori d'abbigliamento, nonché appunti ed elementi che, dopo un attento esame, hanno consentito di individuare i probabili produttori della merce.
Da qui gli investigatori sono arrivati a magazzini, gestiti sempre da cinesi, a Firenze e a Campi Bisenzio. Uno era anche laboratorio.
Le perquisizioni eseguite hanno consentito di recuperare 9.271 borse e oltre 500 metri di stoffa con marchio «Louis Vuitton», 4.200 borse e 50 metri di stoffa con marchio «Gucci», 9.800 borse e 1.500 accessori con marchio «Fendi».
Per cercare di far apparire regolari i prodotti realizzati, all'interno delle varie borse, in punti non visibili, veniva apposta un'etichetta riportante un marchio diverso da quello contraffatto, seppur con le stesse iniziali. Nel locale adibito a solo deposito sono stati trovati anche 20.000 giocattoli privi di marchio CE. Riproducevano i più noti personaggi dei cartoni animati tra cui Topolino, Minny, Winny the Pooh ed Hello Kitty.
Indecenti le condizioni igienico-sanitarie dei capannoni ispezionati. Sono intervenuti gli ispettori dell'Asl di Firenze. All'interno dei capannoni erano stati ricavati dei monolocali: cucina e giaciglio a terra. Qui vivevano intere famiglie anche di cinque persone.

(Carlo Mion)