Metalmeccanici, Cisl e Uil firmano


ROMA.Federmeccanica, Fim e Uilm hanno firmato l'accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. L'intesa prevede un aumento salariale medio di 112 euro in tre anni a partire dal 2010 (in tre tranche rispettivamente di 28, 40 e 42 euro). La Fiom-Cgil, che ha presentato una sua piattaforma e non ha partecipato alla trattativa, denuncia «un contratto scandaloso, con il più basso rinnovo salariale da molti anni a questa parte».
Con la Fiom si schiera il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani che giudica l'ipotesi di contratto un atto grave «perché dividere non è mai un atto responsabile». La strada che Epifani indica a Cisl e Uil è quella del referendum «facendo esprimere democraticamente con il voto le lavoratrici e i lavoratori». Contro l'accordo separato ieri hanno scioperato a Torino, Milano, Padova, Bologna e Vicenza e in altre province. Alle Carrozzerie di Mirafiori ha sfilato un corteo di 500 lavoratori. Per oggi sono previste centinaia di altre fermate nelle fabbriche.
L'accordo è «molto buono e responsabile», afferma il presidente di Federmeccanica Pier Luigi Ceccardi. E' un contratto «di vero cambiamento» gli fa eco Giuseppe Farina, segretario Fim-Cisl, secondo il quale è stato «ottenuto un buon risultato salariale che è in grado di garantire le retribuzioni dei metalmeccanici dall'inflazione». Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, la firma «è un fatto positivo per il clima generale del Paese». Per la Uilm il contratto «favorisce le buste paga».
La Fiom, che organizza il 60% dell'intera categoria, reagisce con notevole durezza. «Non c'è limite all'inganno», dice il segretario generale Gianni Rinaldini. L'accordo, incalza Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale, «è scandaloso e svaluta il lavoro dei metalmeccanici» perché un lavoratore di terzo livello nel 2010 «riceverà un aumento di 15-16 euro netti. Il più basso rinnovo salariale da molti anni a questa parte».
La Fiom minaccia di «mettersi di traverso», dice Fausto Durante della segreteria nazionale, secondo il quale è nulla «la legittimità e l'efficacia giuridica dell'accordo» perché viola il protocollo del 1993 e il contratto del 2008 «per noi ancora pienamente vigenti ed efficaci perché il primo non è stato disdetto e il secondo non è scaduto». Poi rincara la dose: «Potremmo portare questo accordo in tribunale». Anche perché è stata una trattativa «finta» e condotta da «sindacalisti mediocri che hanno gettato fango sul prestigio delle loro organizzazioni sindacali».
Contro l'intesa separata insorge la Federazione della sinistra. Paolo Ferrero (Prc) definisce Cisl e Uil «sindacati gialli pronti ad accettare ogni ricatto». Oliviero Diliberto (Pdci) si chiede se abbia un valore un contratto «firmato da sindacati che raccolgono il 35% della categoria».
L'Italia dei Valori giudica l'intesa «una sciagura per tutti i lavoratori».

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