Lucia soffia su 108 candeline

Festa nella casa di riposo Antico scuola dei Battuti, in via Spalti. Lucia Roncevich, classe 1900, ieri ha festeggiato il compleanno numero 108 (a dire la verità è nata il 12 dicembre) e il suo onomastico: è la donna più anziana della città. 108 anni portati benissimo e con tanta simpatia. Nata in Istria, a Fiume, si trasferisce in Italia nel 1920. Si sposa con «un uomo d'oro», un tedesco con cui va a vivere a Firenze. Rimasta vedova a quarant'anni, da allora non ha avuto altri uomini e ci tiene a ricordarlo. Senza figli, si sposta verso Marghera da una nipote. Vive da lei fino al 1997, poi viene accolta a villa Lucia. Ieri ha festeggiato con torta, un sorso di spumante, le foto di rito e un paio di canzoni con la chitarra. Davvero tanto l'affetto dimostrato da parte dei volontari della S. Vincenzo e delle numerose amiche presenti. «Volevamo mettere dei fiori - spiegano - ma lei era contraria, ghe fa pecà. Ha detto che preferiva i biscotti». Fino all'anno scorso si concedeva una passeggiata per prendersi un caffè, poi una bronchite l'ha costretta a letto, senza sconfiggerla. Se le chiedi il segreto della sua longevità si stringe nelle spalle: «È nostro Signore che decide». Forse è per questo che tutte le domeniche va a messa e chiede a chi l'accompagna qualche soldo per l'elemosina. La pelle è il suo vanto: raccomanda a tutti di mettersi la crema per il viso al mattino e alla sera. In un'atmosfera talmente allegra che ricorda più una sagra di paese che un centro anziani, si finisce il bicchiere e si fanno gli auguri, magari per arrivare a 108 anni. Ma la signora Lucia fulmina tutti: «No, no, fidite, xe meio de no, ti te annoi».
(Nicolò Zuliani)