«Un vaporetto dal Laguna Palace»

Medici, paramedici, informatori scientifici, pazienti, piccoli trasportatori e, comunque, persone che gravitano attorno all'ospedale Civile chiedono all'Actv il ripristino della linea di navigazione Laguna Palace, San Giuliano, Fondamente Nuove, Ospedale Civile, tratto sospeso a fine settembre 2005 dopo due fasi di sperimentazione che, secondo l'azienda di trasporto lagunare, è stata fallimentare, con una perdita economica di circa centomila euro. Un tragitto che per i 5 mesi estivi veniva effettuato ogni mezz'ora negli orari di punta e ogni ora nei periodi meno «caldi». «Era un servizio», spiega il professor Patrizio Sedona, primario di Dermatologia, «che serviva soprattutto per chi lavorava tra Venezia e Mestre: medici, personale paramedico e ausiliari, che solo al nosocomio veneziano erano parecchi. Senza dimenticare i molti anziani, i portatori di handicap o con problemi di deambulazione. Lo riteniamo un servizio sociale importante».
Sedona, però, non è l'unico a denunciare questo disservizio, tanto che all'interno dell'ospedale decine di infermieri e medici spiegano che devono impiegare anche più di due ore per raggiungere il posto di lavoro, cosa che si risolverebbe, in gran parte, con il ripristino della linea Laguna Palace-Ospedale Civile. Anche per questo il 18 e 19 marzo è stato organizzato dalla Federazione Sindacati Indipendenti, all'esterno della struttura sanitaria, un punto di raccolta firme cui hanno aderito circa 300 persone in sole 6 ore.
Ma Actv, fa sapere che la linea è a rischio d'impresa, con perdite economiche che l'azienda non può sostenere. «Abbiamo incassato circa 25 mila euro a fronte di una spesa di 125 mila», spiega l'ingegner Gianluca Cuzzolin, responsabile della programmazione navale dell'Actv, «quindi riteniamo oppurtuno non dover riproporre la sperimentazione. Comprendo che si tratta di un servizio sociale e l'azienda è disponibile a rinnovare la tratta se Comune, Provincia, Regione Asl oppure qualche altro ente o sponsor, coprirà le spese di gestione».
(Fulco Naccari)