Malati psichiatrici in aumento del 25%

MIRANO. Aumentano a vista d'occhio le persone che si rivolgono al dipartimento di salute mentale dell'Asl 13 mentre gli operatori dovrebbero essere almeno una cinquantina in più. E' questo il grido d'allarme che è arrivato dal convegno organizzato a Scorzè dall'azienda sanitaria locale dal titolo «La questione psichiatrica in ambito regionale e locale». Un convegno organizzato proprio pochi giorni prima del tragico fatto di Spinea, con Giancarlo Lugato, 55 anni, malato psichico, che sabato notte ha ucciso in una villetta di Fornase, a colpi di mannaia, l'anziano padre Mario, di 86 anni. Il problema psichiatrico, infatti, sta diventando sempre più d'attualità anche nel nostro territorio. E a parlare sono i numeri.
Se si prendono in esame gli anni 2005 e 2006 si può notare come i casi siano cresciuti a 2.682, con un aumento di 642 nell'arco di pochi mesi: il 25% in più. Di questi molti hanno una patologia grave mentre i guariti sono stati circa 600. Ma quel che allarma di più è la fascia d'età delle persone che si rivolgono al servizio, in gran parte sotto i 30 anni. I problemi sono vari: si va da quelli familiari alle ansietà economiche per continuare con quelli sentimentali. Una situazione che investe ogni giorno un numero sempre maggiore di persone e famiglie. «Sono dati che fanno riflettere - commenta il primario dell'unità operativa complessa di Psichiatria di Mirano Franco Marini - e che dimostrano come nella società di oggi si viva peggio. C'è un impoverimento delle relazioni». Da tempo l'Asl 13 sta portando avanti alcuni progetti preventivi a partire dalle scuole. «Dallo scorso settembre - continua Marini - abbiamo coinvolto due quarte del liceo Majorana e dell'8 Marzo di Mirano per promuovere la salute. A questi ragazzi, circa un centinaio, vogliamo dare un messaggio positivo, di speranza e non escludo che in futuro questa proposta si possa allargare anche ad altre classi. Inoltre la nostra azienda sanitaria rientra all'interno del progetto Picos che ha lo scopo di chiarire, in una schiera di pazienti con diagnosi di psicosi all'esordio di malattia, il ruolo relativo dei fattori di natura clinica e sociale. Questo studio è iniziato nel 2005 e si concluderà nel 2010. Da ultimo serve l'aiuto delle associazioni di volontariato affinché il paziente, una volta guarito, rientri nella società e non abbia ricadute. E qui serve un lavoro di squadra con Comuni e cooperative». Ma a fronte di un aumento di casi non c'è un numero sufficiente di operatori, come medici, specialisti e infermieri, in grado di affrontarli. «Purtroppo - rivela Marini - siamo al di sotto degli standard previsti. Abbiamo un organico di circa 100 persone ma ne servirebbero altre cinquanta».