Le visite si fanno a casa, in tele-medicina

«Abbiamo abbattuto il Muro di Berlino: finalmente, ospedale e distretti territoriali cooperano in pieno. Il risultato è il successo della sperimentazione del progetto di teleconsulto medico a casa dei pazienti che, per patologia o età, non possono muoversi: è l'infermiere del servizio domiciliare che pondera la situazione, contatta lo specialista in collegamento Umts con un pc e il medico via webcam valuta il paziente o leggere l'elettrocardiogramma in diretta».
Massimo Fusello, direttore dei Servizi sociali dell'Asl 12, è soddisfatto dei risultati certamente positivi dei primi 6 mesi di operatività del servizio di telemedicina: progetto obiettivo finanziato Regione.
«In questo semestre sono stati presi in carico 134 pazienti a domicilio, a Venezia e nelle isole», spiega Giuseppe Travain, coordinatore del progetto, «seguendo tre branche specialistiche: cardiologia, dermatologia e, con un primo caso, pneumologia». Il primario di cardiologia Gabriele Risica chiarisce che delle 53 visite effettuate sinora in telemedicina, 40 riguardano il controllo del pace maker dei pazienti (in 4 casi, letti gli esami, è stato disposto il cambio dell'apparecchiatura). «A luglio abbiamo effettuato la prima visita per scompenso cardiaco», spiega Risica, «patologia altamente ingravidante». Con questo servizio, il paziente non deve più sottoporsi a defaticanti viaggi verso l'ospedale, né a ricoveri per i controlli. Il che taglia anche nettamente le spese per l'Asl 12: 18 mila gli euro risparmiati in mancati ricoveri solo per il singolo paziente di pneumologia sinora tele-visitato. Per quanto riguarda Dermatologia, il primario Sedona chiarisce che si è partiti «con il controllo delle ulcere, dal decorso clinico lungo». 80 le visite sinora effettuate: il risultato? «Migliora la qualità della vita e si liberano posti negli ambulatori».
«L'infermiere non è più un mero esecutore di ordini, ma un protagonista in prima persona dell'assistenza», commenta soddisfatto Maurizio Memo, coordinatore infermieristico distrettuale. «La vera sfida intelligente è riorientare il lavoro», osserva Vittorio Selle, direttore sanitario del Civile, «dare spessore, qualità e risultato al lavoro delle persone, utilizzando anche quanto offre la tecnologia».
L'obiettivo immediato - conclude Fusello - è ampliare l'esperienza alla terraferma. Il progetto veneziano sarà al centro del congresso nazionale «Il ruolo della medicina a distanza nei territori isolati», in programma oggi e domani a San Clemente. (r.d.r.)