Museo di Mestre, gli spazi ora ci sono davvero


Il Museo di Mestre diventa una realtà. La Fondazione di Venezia, attraverso la società Polymnia Srl, ha vinto ieri l'asta pubblica indetta dalla Provincia di Venezia per l'alienazione dell'immobile di oltre 2 mila metri quadrati della ex caserma di via Pascoli. Nel febbraio scorso il primo atto, con l'acquisto dell'ex presidio militare di via Poerio. Ora il secondo, con l'acquisto dell'ex caserma per 5 milioni e 100 euro. In questo modo, il futuro Museo può decollare davvero, visto che la «casa» è stata acquisita.
Cinque milioni e 100 euro. Con questa offerta, più alta del previsto, la società Polymnia presieduta dall'architetto Plinio Danieli e controllata al 100% dalla Fondazione di Venezia, ha vinto ieri negli uffici della Provincia l'asta per la vendita dell'ex caserma dei carabinieri di via Pascoli. L'area, 2.200 metri quadrati di spazi coperti e 2.700 di scoperto alle spalle di via Poerio, ospiterà i servizi connessi al futuro Museo di Mestre che sorgerà nell'area dell'ex distretto militare di via Poerio, acquisito lo scorso mese di febbraio dalla Fondazione, attraverso la «Rodella immobiliare». La somma spesa per acquistare l'area, dicevamo, è più alta del previsto e ha superato anche le aspettative della Provincia. Questo per la presenza di un secondo contendente, l'imprenditore Gianfranco Bovolato, a capo della rete di supermercati Cadoro, che aveva offerto inizialmente 3 milioni e 280 mila euro attraverso la G.B. immobiliare. Ma ieri Bovolato si è chiamato fuori dalla corsa, non presentando offerte al rialzo. «Ho compreso il valore dell'operazione alla caserma Pascoli che è di rilevanza ambientale, culturale e storica e quindi ci siamo fatti da parte», ha detto uscendo sorridente dall'ufficio gare dell'ente provinciale. Con l'acquisto della caserma, si chiude così la fase di acquisizione immobiliare, preliminare ed essenziale per la realizzazione del progetto del Museo di Mestre. Di fatto da oggi il Museo ha la sua «casa». Per la Fondazione, questa operazione conferma l'impegno per Mestre avviato da febbraio con il lavoro sul concept del progetto museale, con l'obiettivo di realizzare «un impianto contenutistico e architettonico al livello delle più avanzate esperienze nazionali e internazionali», si legge in un comunicato diffuso ieri.
Ora si passa ai contenuti. Nonostante il lavoro del «laboratorio Novecento» al Candiani, non c'è ancora una parola chiara su cosa sarà il nuovo Museo. Di sicuro, non sarà uno spazio di tipo tradizionale, ma dovrà essere uno spazio interattivo e all'avanguardia, per coinvolgere il pubblico. «Ci si aspetta un intervento di alto profilo. Sul piano dei contenuti, ci vuole un comitato scientifico - commenta l'assessore alla Cultura Luana Zanella - la Fondazione sta già lavorando in questo senso mentre noi siamo pronti a fare, grazie alla poderosa produzione del laboratorio». Da oggi il confronto tra la Fondazione presieduta da Giuliano Segre, il Comune di Venezia e la Provincia dovrà ragionare di contenuti, ovvero cosa racconterà il Museo e come lo farà, e il tipo di intervento di restauro e riqualificazione che coinvolgerà l'ex distretto e la caserma Pascoli. Il primo spazio, l'antico convento delle Agostiniane, sarà restaurato, specie negli interni che al primo piano sono stati trasformati negli anni in appartamenti ad uso militare. Il secondo, quello della caserma, sarà oggetto di demolizioni; il muro interno sparirà. Sia il sindaco Cacciari che la giunta hanno accolto la notizia con grande soddisfazione, spiega l'assessore all'Urbanistica. «Siamo tutti felici, io in particolare ho sempre spinto per questo risultato - dice Gianfranco Vecchiato - adesso ci confronteremo con la Fondazione.E vogliamo rendere aperti gli spazi di relazione in quest'area centrale della città e rivedere le destinazioni d'uso del fronte di via Brenta Vecchia».

Mitia Chiarin